16 punti su Delega Lavoro

il 9 ottobre 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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1) Sui temi del lavoro è in corso un confronto che va al di là della “Legge Delega”, ma quel provvedimento è importante: il suo iter in Parlamento è parte di quella discussione; soprattutto, le cose che saranno scritte lì daranno conto di un primo punto di arrivo, oltre che della direzione di marcia che sapremo imboccare.

2) Di un cambiamento radicale c’è bisogno. Anche la battaglia sul lavoro si gioca attorno a quale idea di modernità vogliamo realizzare, e non solo proclamare. Di questo si tratta, di come si cambia. Guardare a “come eravamo” può essere una consolazione per noi; non dà risultati per le persone che vogliono un mondo diverso.

3) Il lavoro si crea con investimenti e politiche economiche: i diritti e le tutele si estendono a chi ne ha meno se cresce l’economia, ed anche se si cambiano alcune regole.
Il punto non è tanto che il lavoro, così mutato nel tempo, non si può regolare e rappresentare allo stesso modo di tanti anni fa. E’ vero anche questo, ma il fatto è che il lavoro si è impoverito e indebolito, si è spostato in misura consistente da lavoro dipendente a forme meno tutelate e meno pagate, comunque meno costose; il lavoro autonomo “vero” e le professioni hanno subito processi analoghi. Diritti e tutele hanno costi; il valore etico del lavoro corrisponde anche ad un valore materiale. Bisogna ripartire da lì e da come si aiuta e si costringe, insieme, il sistema delle imprese “a dare valore” al lavoro.

4) Nel confronto dentro il Pd non abbiamo accettato di ridurre la discussione al tema della tutela dai licenziamenti illegittimi; chi lo ha fatto ha sbagliato: riusciremo a mantenere anche una protezione vera dai licenziamenti immotivati, a respingere le tesi che la vogliono liquidare, se sarà chiaro che pensiamo all’insieme del mondo del lavoro, nella sua concreta condizione: e se condurremo la nostra battaglia con criterio: non nascondere mai la propria convinzione, difendere anche i principi, ma saper realizzare e poi vedere e poi valorizzare i punti di avanzamento.

5) Sarà questo Governo e questo Parlamento che dovranno fare le scelte. Il confronto politico si realizza lì, in quel campo di gioco, oggi (non mi pare ce ne sia uno migliore a portata di mano), e la battaglia sociale si misura con questo quadro, se vuole misurarsi.
Vogliamo costruire un’altra prospettiva politica? Sì. Non è una questione tattica, non guardiamoci la punta delle scarpe; c’è bisogno di un lungo lavoro di ricostruzione di un pensiero moderno della sinistra, di un nuovo laburismo italiano che guarda all’Europa.

6) Il Pd vuole estendere diritti, tutele e opportunità a chi non li ha, fondare su quei diritti e opportunità l’autonomia delle persone: è così, ed è giusto rivendicare questo come patrimonio comune del partito. E’ ciò che gli uomini e le donne, i ragazzi e le ragazze si attendono e che deve connotare la nostra azione. Le culture politiche che convivono nel Pd hanno idee diverse sul come, forse anche su un po’ dei valori e dei principi su cui fondare quel obiettivo. Bella discussione, e in quel confronto “non ci teniamo a togliere il disturbo”

7) Tra i contenuti del Disegno di Legge Delega c’erano già, e ci sono principi importanti, anche se ancora molte questioni non sono chiare: in ogni caso, per citare alcuni dei principali capitoli:
a) il sistema di ammortizzatori sociali prevede sia strumenti per tenere il lavoratore legato alla propria azienda, sia protezioni per chi è disoccupato (ancora insufficienti); si prevede un collegamento stretto tra misure di sostegno al reddito e disponibilità ad accettare occasioni di lavoro, formazione o lavori di pubblica utilità
b) la semplificazione delle procedure formali è “di sinistra”
c) si investe (ma non è chiaro quale potrà essere l’investimento in termini di risorse umane e professionali) sui servizi per l’impiego come strumenti di vere politiche attive del lavoro
d) si prevede l’introduzione, anche in via sperimentale, del compenso orario minimo nei settori non regolati dai contratti collettivi di lavoro, nel lavoro subordinati, e nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa
e) sono previste nuove forme di “tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”, anche se non è chiaro se e quante risorse aggiuntive saranno messe a disposizione

8) Chi nel Pd non ha condiviso le forzature e una parte importante dell’impostazione del Presidente del Consiglio e di esponenti del Governo o del Partito, aveva ed ha come obiettivo né la caduta del Governo, né l’affossamento della Delega Lavoro, ma altro: il miglioramento dei contenuti della Delega in aspetti essenziali e la possibilità di tenere aperta una prospettiva: per come la Legge Delega esce dal Senato, mi sento di poter dire che abbiamo davanti a noi il tempo e il terreno per una discussione vera, tutt’altro che già conclusa, che peserà su cosa sarà scritto nei decreti legislativi e in altri provvedimenti e che potrà, almeno in parte, contribuire a quel lungo lavoro di ricostruzione di un pensiero della sinistra

9) Il testo approvato in Senato è uno strumento utile, un buon compromesso, allo stato delle cose, se stiamo a quel che c’è scritto davvero; l’iter non finisce qui, il lavoro alla Camera potrà produrre altri miglioramenti.

10) Quel che fa la differenza tra la propaganda e il reale cambiamento sono le risorse aggiuntive che si destinano all’allargamento delle tutele e dei diritti, “lo dice la parola stessa”. Un esempio: per la “maternità obbligatoria” esiste già un diritto universale, non legato al rapporto di lavoro; il problema è che l’indennità, fuori dal rapporto di lavoro dipendente (dove si ha di più perché si da di più), è limitata (400 euro per 5 mesi, circa).
Nella Legge di Stabilità ci saranno 1,5 miliardi aggiuntivi per gli ammortizzatori sociali (non un riciclo del finanziamento degli ammortizzatori in deroga, come poteva temere); insufficienti, ma importanti, segno che di estensione si tratta davvero

11) E’ una Legge Delega, contiene principi; i Decreti delegati li adotterà il governo, dovranno essere coerenti con quei principi: e dunque, le parole che si usano nella Legge Delega sono importanti. Vigilare sui contenti dei Decreti sarà decisivo; dipende da come continueremo a lavorare nei prossimi mesi; i decreti saranno oggetto, oltre che della valutazione delle commissioni parlamentari, di un confronto tra il Ministro del lavoro e le parti sociali.

12) Il “maxiemedamento” ha introdotto nel testo modifiche positive (non per opera di Mago Merlino, qualcuno ha lavorato a quello scopo) e nessun arretramento. Nessun riferimento ad un a modifica generale delle norme sui licenziamenti (e neppure alcuna indicazione di un limite a quelle modifiche, che il Governo ha confermato di voler adottare), salvo la descrizione del contratto a tutele crescenti per le nuove assunzioni, come forma che non garantisce l’accesso, ad un certo momento, alle tutele oggi previste per il contratto a tempo indeterminato.

13) Quali sono i miglioramenti che sono stati prodotti:
a) viene resa esplicita la volontà di superare le forme di assunzione precarie: prima c’era scritto “eventuali interventi di semplificazione delle tipologie contrattuali”, ora sono previsti interventi (non più eventuali) di semplificazione, modifica o superamento delle tipologie contrattuali esistenti
b) è ressa esplicita la volontà di dare centralità al lavoro a tempo indeterminato, rendendolo più conveniente rispetto alle altre tipologie contrattuali (“promuovere, in coerenza con le indicazioni europee, il contratto a tempo indeterminato come forma privilegiata di contratto di lavoro rendendolo più conveniente rispetto agli altri tipi di contratto in termini di oneri diretti e indiretti.”; prima non c’era)
c) è stato definito che, nei casi di processi di ristrutturazione, l’eventuale cambiamento delle mansioni debba tutelare anche la condizione economica dei lavoratori, oltre che il posto di lavoro, la professionalità e le condizioni di vita; si fa riferimento a “parametri oggettivi” (già era indicato che si prevedessero limiti alla modifica dell’inquadramento) e si dà ruolo alla contrattazione collettiva
d) è stata circoscritta l’estensione dell’uso dei voucher (rimane il limite del valore annuo previsto attualmente, e si prevede che il costo per contributi sia adeguato)

14) Mancano cose importanti:
a) i decreti legislativi per la costruzione di una rete sociale di protezione fatta di strumenti di politiche del lavoro passive, gli ammortizzatori sociali, e attive, i centri per l’impiego, devono precedere o essere contestuali a quelli sulla modifica delle tipologie contrattuali.
b) non si prevedono adeguate garanzie per evitare l’invasività dei controlli a distanza nei confronti dei lavoratori.
c) manca, soprattutto, una definizione di che cosa si intenda per “contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti”. I nuovi assunti a tempo indeterminato vedranno ridotte le proprie tutele, rispetto ai vecchi assunti, in una misura e per un tempo non definiti.

15) La richiesta di fiducia su una legge delega crea un “cortocircuito istituzionale”, quale che sia l’argomento. Il Parlamento delega il Governo a produrre norme, sulla base di indirizzi generali; se anche quegli indirizzi sono, in parte almeno, sottratti alla libera discussione del Parlamento perché si pone la fiducia, si produce un problema significativo, un precedente che può avere conseguenze negative.

16) Per quanto riguarda il mio territorio, intendo promuovere una discussione davvero aperta, costruita su argomenti di merito; nel lavoro che faremo in Commissione alla Camera, per me vale l’impostazione e la sostanza proposti nella lettera scritta a Renzi da Gnecchi, Martelli, Miccoli, Gribaudo alla vigilia della direzione nazionale del Pd del 29 settembre.


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