400 donne Dem firmano un documento

il 11 aprile 2018 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Ho firmato un documento, condiviso con altre donne del Pd, in cui sono contenute alcune verità, difficilmente contestabili, un paio di valutazioni che si possono non condivivere (io le condivido), ma il contrario andrebbe dimostrato, qualche proposta e una promessa. Ma andiamo con ordine:
Dati di fatto
1) Per la prima volta il Partito Democratico è sovrastato nella rappresentanza femminile parlamentare dal Movimento 5 Stelle e dalla Destra e mentre chi ha vinto le elezioni affida la leadership dei gruppi parlamentari e le cariche istituzionali alle elette, nel PD un gruppo dirigente sempre più chiuso e muto si trincera in delegazioni e “trattative” di soli uomini.
2) Nella scorsa legislatura, anche grazie alle primarie con la doppia preferenza di genere, eravamo il gruppo più “rosa” del Parlamento.
3) Sono bastate le pluricandidature di 8 donne per escludere 39 candidate e favorire l’elezione di altrettanti uomini (il “flipper” si è incagliato nella batosta elettorale)
4) Nella XVII legislatura deputate e senatrici del Pd hanno lavorato senza sosta per far avanzare i diritti delle persone e la libertà femminile. Dalla ratifica della Convenzione di Istanbul al decreto sul femminicidio del 2013, dalla reintroduzione delle norme per vietare le dimissioni in bianco alla medicina di genere. E abbiamo introdotto misure antidiscriminatorie per la rappresentanza negli organi politico-amministrativi a tutti i livelli istituzionali
5) Nel Partito è stato istituito il “dipartimento mamme” separato dal “dipartimento pari opportunità”
Valutazioni politiche:
A) La crisi di identità del Partito Democratico e dei Partiti del Socialismo Europeo nasce dalla difficoltà a rappresentare i bisogni della società e soprattutto delle fasce più deboli che si sono affidate a promesse populistiche o si sono chiuse nelle paure. Abbiamo perso la sfida contro le disuguaglianze.
B) Non abbiamo saputo costruire una visione di società offrendo un orizzonte in cui credere e sperare.
Proposte:
a) vogliamo essere protagoniste della necessaria fase costituente del Partito Democratico, a cominciare dall’effettiva rappresentanza paritaria ad ogni livello, ispirata a merito, competenze e rappresentantività politica territoriale, piuttosto che a logiche di fedeltà politica.
b) chiediamo che le Regioni in cui governa il PD introducano la doppia preferenza di genere nelle proprie leggi elettorali. (magari anche in quelle in cui non governa il Pd, come la Liguria, si potrebbe almeno provare)

E infine, una promessa (può essere considerata da qualcuno una minaccia?) : “da subito ci mettiamo al lavoro per riannodare fili con la società e ridare credibilità e forza al Partito Democratico.”

il documento


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