Abbiamo votato la Delega Lavoro

il 25 novembre 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Ho cercato, in queste settimane, di raccontare i contenuti e le motivazioni, ed il clima, della discussione sulla Delega Lavoro alla Camera.
Stanno lì le ragioni del mio voto favorevole di oggi:
* la valutazione delle possibili alternative: avevamo la concreta prospettiva di un voto di fiducia sul testo del Senato; ed oggi, in aula, avremmo potuto fare mancare il numero legale, con le inevitabili conseguenze per il governo e per qualcosa di più;
* i contenuti: il lavoro parlamentare ha corretto e migliorato il provvedimento su punti di sostanza. Si irrobustisce la Delega e la si rende meno vaga nei punti di forza, e si cancellano o riducono le criticità pur presenti; non una delega in bianco sull’art. 18, con tutto quel che ci siamo detti sul fatto che di modificare quell’articolo non se ne sentiva il bisogno, che una differenza tra nuovi assunti e già occupati è un problema serio, ecc.; passi avanti sulla riduzione delle tipologie contrattuali e della precarietà; conferma del contratto a tempo indeterminato come forma comune di rapporto di lavoro, che costerà meno dei contratti precari; il mantenimento delle retribuzioni in caso di cambiamento delle mansioni, la limitazione nell’uso dei voucher, il controllo a distanza limitato agli impianti e non alle persone, la possibilità di erogare la cassa integrazione alle aziende che pur avendo cessato l’attività hanno una prospettiva di ripresa produttiva; la possibilità di congedi alle donne inserite nei percorsi di protezione che riguardano la violenza di genere; più integrazione tra ammortizzatori e percorsi di ricerca di una nuova occupazione.
Il nostro lavoro continua, da domani, sui decreti delegati: è il vero banco di prova. L’incontro di domani mattina con il ministro Poletti serve ad impostare questa
verifica.
E c’è una battaglia politica che va avanti, per ricostruire un sistema di diritti che è stato consumato in questi anni, che non è più quel che era, nella realtà; e per ricostruire il rispetto reciproco tra chi governa e chi rappresenta gli interessi del lavoro, più in generale i corpi intermedi della società. Una battaglia politica che molti di noi hanno ritenuto di fare così, meglio che in un altro modo.
Ci sono persone che stanno molto male o che non hanno una speranza, che non vedono un futuro davanti a sé. Mi sono chiesta quale comportamento, oggi, sarebbe stato più utile per fare il mio lavoro, nel miglior modo possibile, nel LORO interesse, (non dei capi corrente del Pd, non del segretario del partito o del capogruppo o del ministro; neppure di quelli che posso considerare i miei sostenitori; e neanche, e non me ne vorranno, di coloro con cui ho condiviso quasi tutta la mia vita di dirigente sindacale).
Mi sono risposta come sapete: non ho da esibire trionfalismo, né mal di pancia paraculi.
A disposizione per discuterne con tutti.
Questa sera in Commissione Bilancio per la Legge di Stabilità. Buona serata!


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