Alessandro Natta, una vita esemplare tra cultura e politica. Il libro.

il 14 dicembre 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Oggi presso la sala Berlinguer , alla Camera dei Deputati, è stato presentato il libro di Robert Speciale “Alessandro Natta, una vita esemplare tra cultura e politica”.

Un libro su Alessandro Natta, perché la memoria della sua figura e della sua attività, in un tempo breve, si è appannata, sino quasi a scomparire dalla comunicazione.

Già nel sottotitolo, il riferimento ad una vita “tra cultura e politica” ci fornisce la traccia di un lavoro che si propone di restituire “intera” l’immagine e la sostanza di Sandro, un profilo umano che è tutt’uno con la storia politica che ha attraversato, di cui è stato per lungo tempo protagonista: per molte legislature parlamentare, e capogruppo del Pci in anni molto difficili per la Repubblica: e dunque buoni motivi per presentare il libro di Roberto Speciale nella sede del gruppo Pd della Camera

Passione per la politica, per la letteratura, per gli studi classici e per la storia: una personalità che tiene insieme diversi aspetti. Tutto è legato da un filo molto forte: il rigore morale, la coerenza nel voler rimanere se stesso, anche scontando errori e sconfitte.

Alessandro Natta appartiene ad una generazione formatasi nella Resistenza, nel suo caso nell’ “altra Resistenza”, quella dei tanti soldati e ufficiali che si rifiutarono di unirsi ai fascisti e ai nazisti dopo l’8 settembre, e che furono deportati e internati nei campi di concentramento.

La scelta del terreno democratico per la trasformazione dello stato, l’ idea di democrazia come valore da difendere ad ogni costo, la fedeltà alle istituzioni repubblicane, l’approccio europeista, pur non ancora del tutto maturo, che sono un tratto distintivo di tanta parte dei comunisti italiani, hanno caratterizzato l’azione politica di Natta.

Sino al suo “esilio” nel ponente ligure, tra Melogno e Oneglia: un’ uscita amara dalla politica attiva, per come andarono le cose anche “tra persone”, ma essenzialmente per la non condivisione del nuovo corso del Pds, né dell’ “attitudine minoritaria, e senza ambizione di centralità, di Rifondazione Comunista”

Sceglie di tornare a studiare, a scrivere, soprattutto di letteratura e di storia.

Nel libro sono ripercorse le tappe della vita di Natta, dei suoi studi, della storia del PCI e della democrazia italiana, delle sue relazioni con gli altri dirigenti del Pd, con gli altri partiti con il mondo comunista.

E si ripropone uno stile di direzione, di lotta politica, di vita nelle istituzioni, anche al di là delle singole scelte e decisioni, al quale poter guardare ancora, anche in tempi così diversi.


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