ANMIL e la 67ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro

il 8 ottobre 2017 | in Articoli | da Anna Giacobbe

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Le iniziative che ogni anno promuove l’ANMIL continuano ad avere grande valore perché ci richiamano al dovere, ciascuno per le proprie responsabilità, di concentrare l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla giusta tutela delle vittime del lavoro e delle loro famiglie.
Abbiamo leggi buone, hanno inciso positivamente sul sistema di protezione e sulla salvaguardia della sicurezza. Anche il sistema di controlli, da ultimo, è stato razionalizzato e uniformato, ed è ora alla prova della concreta andata a regime.
Ma non dobbiamo mai dimenticare che molti fattori concorrono a rendere più o meno sicuro il lavoro, più o meno tutelata la salute e l’integrità di chi lavora: stabilità dell’occupazione, formazione adeguata, presenza ed efficacia della rappresentanza sindacale, funzionamento dei servizi pubblici di prevenzione e sorveglianza, trasparenza negli appalti, norme che favoriscano la concorrenza leale tra imprese.
Abbiamo buone leggi, ma rimangono in parte inattuate: mancano decreti, circolari, i controlli sono ancora insufficienti. Manca in molte situazioni una pratica della sicurezza, fatta non di adempimenti burocratici (che in realtà sono molti), ma di reale attenzione alla condizione di chi lavora.
Negli ultimi decenni il fenomeno infortunistico ha mostrato una costante tendenza alla diminuzione che si è accentuata negli anni della crisi. Negli ultimi anni, tuttavia, questa dinamica positiva ha rallentato, e oggi siamo di fronte ad una negativa  inversione di tendenza: a dimostrazione del fatto che le ragioni del calo degli infortuni stavano soprattutto nella diminuzione dell’occupazione e che, nel momento in cui il ciclo economico sta migliorando e gli incentivi alle assunzioni hanno prodotto una crescita degli occupati, devono rafforzarsi le azioni per prevenire gli infortuni e le malattie professionali.
In questo ambito sono preziose le iniziative di Anmil per fare crescere la cultura della sicurezza, a cominciare dalla scuola; così come le iniziative volte a richiamare l’attenzione sulla necessità di  adeguare alla specificità di genere la disciplina assicurativa e la tutela per i rischi professionali per le lavoratrici.
Cè poi la questione rilevante delle rendite INAIL che, in questi ultimi anni, per il sostanziale blocco delle dinamiche salariali e una inflazione molto bassa, non hanno subito alcuna rivalutazione. Prendiamo seriamente in considerazione le proposte ANMIL  di adeguare il meccanismo della rivalutazione delle rendite e la revisione delle tabelle.
Stiamo lavorando inoltre perché sia estesa la possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro verso la pensione per chi ha contratto invalidità, è stato esposto ad agenti patogeni, fa lavori gravosi o assiste disabili gravi: qualche passo avanti importante è stato fatto con la legge di bilancio per il 2017, ma vogliamo proseguire su quella strada.

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