APE e “precoci”: cosa dice l’INPS

il 21 ottobre 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

Stampa post Stampa post

Giovedì scorso abbiamo ascoltato, in una audizione richiesta con urgenza dalla Commissione Lavoro della Camera, la Direttrice Generale dell’INPS dottoressa Grazia Di Michele.

Come è stato comunicato nei giorni scorsi, il numero di domande di riconoscimento delle condizioni per andare in pensione come “precoci” o per ricevere l’Ape sociale che sono state respinte è irragionevole:  64,69% per Ape sociale e  70,13 per i precoci.

In Liguria, rispettivamente, 60,47% (563 su 931) e 69,84 (461 su 660)

Anche dal confronto con la Direzione Generale dell’INPS è emerso che una parte delle ragioni per cui le domande sono state respinte riguarda interpretazioni restrittive che non hanno fondamento nella norma: se le rigidità siano venute dall’Istituto o dal Ministero non è dato capirlo esattamente, ma alle persone non importa.

Importa che si sia riconosciuto da parte di entrambi che, senza necessità di nuove norme:

- deve essere riconosciuto come disoccupato, (e quindi la sua domanda deve essere riesaminata ed accolta) chi ha interrotto lo stato di disoccupazione lavorando per meno di sei mesi e chi ha lavorato con i voucher: 2100 sono le domande che saranno riesaminate  d’ufficio, 200 sono domande di persone che hanno lavorato con voucher

- nello scambio di informazioni tra INPS e altre quattro amministrazioni per verificare se le persone abbiano lavorato in mansioni difficoltose o rischiose si sono creati cortocircuiti e mancata corrispondenza, che riguardano un numero significativo di situazioni: a conferma che le modalità utilizzate devono essere riviste.

- gli operai edili vanno agevolati nel reperire le attestazioni che li riguardano, tramite le casse edili, quando le aziende, come spesso accade, non esistono più

- chi ha presentato domande incomplete potrà adeguarle, senza perdere la posizione acquisita nell’ordine di priorità

- saranno riconosciuti per accedere all’APE sociale anche i contributi per lavoro all’estero.

Ci sono poi questioni che devono essere risolte con modifiche della normativa, che sarà possibile realizzare entro fine anno nella legge di Bilancio:

- possibilità di prevedere l’accesso all’APE Sociale in qualsiasi caso di cessazione del rapporto di lavoro, quindi anche a tempo determinato (cosa che riguarda un gran numero di persone)

- semplificazione delle procedure per l’individuazione dei lavori gravosi: abbiamo chiesto anche che per alcune categorie, ad esempio gli operatori socio sanitari, si superi una contraddizione, ed una ingiustizia, per cui allo stesso lavoro, a seconda dell’inquadramento e del tipo di struttura in cui si opera, è riconosciuto il diritto oppure no, a causa di percentuali diverse versate all’INAIL

E’ necessario infine utilizzare correttamente l’autocertificazione, per ridurre  documenti da allegare alle domande.

Sulla base di questi chiarimenti, saranno definite le modifiche da inserire in legge di bilancio, alcune già prese in considerazione dal governo, altre no.

Tutto questo per dare attuazione a quello che già è previsto, sin dal dicembre scorso.

Rimane aperto tutto il capitolo delle ulteriori correzioni delle norme previdenziali che si dimostrano evidentemente necessarie


« »

Scroll to top