Ape Sociale e Precoci: l’analisi della CGIL

il 2 marzo 2019 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

Stampa post Stampa post

L’Ufficio Previdenza della CGIL Nazionale ha realizzato nei giorni scorsi una “Analisi Ape Sociale e Precoci”, sulla base del monitoraggio effettuato dall’INPS per il biennio 2017/2018.

Se ne ricavano dati molto interessati. Essi aiutano a capire anche perché quelle misure non siano state vissute, per quello che avrebbero potuto essere, e cioè una risposta vera, per quanto parziale, ai problemi delle persone “incagliate” nelle norme rigide e pesanti della Legge Fornero, perché non abbiano rappresentato, nel comune sentire, un primo passo per mettere in discussione le parti più penalizzanti ed ingiuste di quell’impianto. Troppe domande respinte; troppi denari non spesi, di quelli che erano previsti.

Inoltre si conferma che neppure Ape sociale è per le donne una soluzione sufficiente.

Ecco i principali elementi di valutazione

-        il numero delle domande presentate nel biennio è pari a 96.946, di cui solo 43.069 sono state accolte (44,42%).

-        il numero maggiore di domande è quello di lavoratori disoccupati con 63.189 domande di cui accolte solamente 26.588 (42,07%); la percentuale delle domande accolte dei lavoratori con mansioni gravose è pari al 30,94% del totale (12.925)

-        solo 32.040 sono le domande inoltrate da donne, pari al 33,04% del totale

-        nel biennio 2017-2018 erano previsti stanziamenti pari a 930.000.000 euro: ne sono stati utilizzati 566.077.253,89, con un risparmio di euro 363.922.746,11

-        il numero di domande per la pensione con 41 anni di contributi per i Precoci è pari a 74.487 di cui solamente 29.458 istanze sono state accolte (39,54%). Il maggior numero di domande è quello dei lavoratori impegnati in mansioni gravose con 32.202 domande di cui solo 10.588 accolte, pari al 32,87%. Sono invece 10.255 le domande dei lavoratori addetti a lavori faticosi e pesanti, di cui solo 3.590 accolte pari al 35%.

-        nel caso dei lavoratori precoci, le domande presentate dalle donne sono solo 11.879, il 15,94% del totale (74.487)

-        come nel caso dell’Ape social, i dati relativi agli oneri stanziati e quelli effettivamente utilizzati, evidenziano un mancato utilizzo di risorse nel biennio 2017-2018 pari a euro 464.885.144,27 rispetto ai 924.400.000,00 euro stanziati: le risorse utilizzate sono pari a 459.154.855,73, meno della metà di quelle disponibili

Roberto Ghiselli, della segreteria nazionale della Cgil ha dichiarato che “il monitoraggio dell’Inps supporta le richieste che il sindacato ha rivolto al Governo, da ultimo nell’incontro con il sottosegretario Durigon di lunedì scorso, finalizzate all’ampliamento della platea dei lavori gravosi, e alla riduzione dei vincoli d’accesso e dei requisiti contributivi per accedere a questi strumenti (di 30 anni e 36 anni per i lavori gravosi). Vi sono ampi margini finanziari per operare in tal senso, soprattutto perché ben 828 milioni relativi al biennio passato non sono stati utilizzati”.


« »

Scroll to top