Assunzioni: un po’ di dati e qualche osservazione

il 10 novembre 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Vi propongo un riepilogo dei più significativi dati diffusi oggi dall’INPS sui movimenti nel mercato del lavoro tra gennaio e settembre 2015, a livello nazionale sin Liguria, e poi un paio di osservazioni.

In Italia
* gli assunti a tempo indeterminato con gli sgravi contributivi previsti dalla
legge di stabilita’, in questi primi nove mesi dell’anno, sono stati oltre 906.000, di cui 703.890 nuove assunzioni e 202.154 trasformazioni di contratti a termine.
* ci sono state 1,7 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e di apprendisti) e 1,2 milioni di cessazioni (+469.000 rapporti di lavoro stabili). Rispetto al saldo positivo di 98.046 unita’ dello stesso periodo del 2014, il 2015 registra una variazione netta positiva per i contratti
stabili di 371.347 unita’.
* i nuovi rapporti di lavoro subordinato (esclusi i lavoratori pubblici, i domestici e gli operai agricoli) hanno registrato un saldo positivo tra avviamenti e cessazioni di 599.000 unita’.
I nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato (1.330.964) sono cresciuti del +34% rispetto allo stesso periodo del 2014, mentre per le trasformazioni di contratti a termine (306.894) si registra un +17,7%.
* prosegue la crescita sostenuta della vendita dei buoni lavoro: nei primi 9 mesi del 2015 sono stati venduti 81,38 milioni di voucher per al pagamento delle prestazioni di
lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto allo stesso periodo del 2014 (48.067.353 di pezzi), pari al 69,3% (incremento analogo a quello del 2014 rispetto al 2013: 70,1%)

In Liguria, sempre nei primi nove mesi dell’anno:
> il totale dei contratti attivati con gli incentivi previsti dalla legge stabilità 2015 sono stati 20.486, di cui 15.010 nuove assunzioni e 5.376 trasformazioni, su un totale di 8039 trasformazioni da contratti a termine a contratti a tempo indeterminato: le trasformazioni erano state 6.968 nel 2014, ma 9.288 nel 2013.
> ci sono state 33.165 assunzioni a tempo indeterminato (compresi gli apprendisti) a fronte di 30.990 cessazioni (+2175 rapporti di lavoro stabili). Nel 2014, stesso periodo, si era stato registrato un saldo negativo tra avviamenti e cessazioni a tempo indeterminato di – 4758 unita’, che seguiva ad un dato ancora peggiore relativo al 2013 (- 5.757)
> i “buoni lavoro”, i voucher (valore nominale 10 euro, per 7,5 euro netti al lavoratore) sono cresciuti in Liguria da 738.887 nel 2013, a 1.492.349 nel 2014 (+ 102%), a 2.787.828 (+ 86.8% rispetto al 2014)

Alcune questioni da approfondire e su cui intervenire (delle tante che meritano attenzione)
- in Liguria gli incentivi per le nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato sono stati utilizzati per una quota del 2,26 sul totale nazionale (le forze di lavoro sono 2.63, gli occupati il 2,71); la Liguria ha attraversato un periodo molto difficile, in cui sono stati “distrutti” molte migliaia di posti di lavoro posti di lavoro; se la Liguria, a suo tempo, è entrata un po’ dopo altre realtà nella crisi, e ne esce con maggiore difficoltà e più lentamente, a maggior ragione è importante che gli sgravi contributivi siano confermati per i prossimi anni, ampliando la previsione ad oggi contenuta nel testo della Legge di Stabilità (solo per due anni e di entità pari al 40% di quanto previsto per le assunzioni nel 2015); si tratterà di vedere anche se a fine anno ci sarà un incremento nelle assunzioni incentivate, in vista di una prevedibile riduzione dei vantaggi, e in presenza di segnali, per quanto timidi, di ripresa);
– i voucher si sono “mangiati” una parte di lavoro a tempo determinato (abbassandone nettamente i livelli di tutela); questo non è accaduto in virtù dell’allargamento della possibilità di utilizzarli previsto dalla delega lavoro, visto che l’aumento rilevantissimo è avvenuto in misura ancora più massiccia tra 2013 e 2014, periodo in cui, invece, è stato il contratto a termine a diventare più facile da utilizzare. E dunque c’è davvero del “patologico” nell’uso dei buoni lavoro, su cui intervenire e presto.


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