“Basta e avanza”: Grazie Sandro

il 22 febbraio 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Il ricordo di Sandro Pertini è legato più ancora che a ciò che è stato, a ciò che ha rappresentato, al messaggio che la sua figura continua a trasmettere, quel messaggio che lui ci ha consegnato soprattutto nell’ultima fase della sua attività politica, ma che porta in sé i frutti di una lunga esperienza di vita: e così sono rimaste nella memoria collettiva, da un lato, la generosa spontaneità del suo rapporto con le persone e soprattutto con i ragazzi, e, dall’altro, la rigorosa adesione a valori forti: onestà, amore per la libertà, intransigenza con se stessi e con gli altri.

C’è una frase del suo discorso alle Camere, in occasione del giuramento di fedeltà alla Costituzione, appena eletto Presidente della Repubblica, che racchiude molti significati: “la mia coscienza di uomo libero si è formata alla scuola del movimento operaio di Savona”. Molti significati: l’orgoglio delle origini, un territorio e una condizione sociale (la condizione operaia e la sua traduzione in movimento politico), il valore di quella origine come “scuola”, la funzione formativa, il fatto che la coscienza si costruisca a partire da una esperienza, da una radice appunto; il sentire se stesso come “uomo libero”, sempre, anche in carcere o al confino, o dentro le mediazioni e i compromessi (inevitabili e giusti) della vita politica e istituzionale.

Ecco, delle tante cose di cui si potrebbe parlare, mi piace sottolineare il senso delle istituzioni come uno dei caratteri forti della figura di Pertini: le istituzioni come patrimonio dei cittadini, padroni, non ospiti né tanto meno servitori; padroni, con le responsabilità, anche, che da questo derivano.

Le condizioni difficili che le persone affrontano, nella vita materiale e per la perdita di punti di riferimento, in un mondo in cui tutte le certezze sono state “spiazzate” da cambiamenti molto profondi, hanno prodotto un distacco tra cittadini e istituzioni che non si è ancora ricomposto, che attende “non prediche, ma esempi” per usare le parole che Pertini rivolse ai giovani quasi quarant’anni fa.

Abbiamo davanti agli occhi la dimostrazione che, in politica, i comportamenti distruttivi e irrispettosi, quanto quelli opportunistici e interessati, non aiutano a ritrovare quel rapporto, a superare quel distacco.

Rimane la faticosa, ma bella, azione quotidiana per capire cosa serva alle comunità e come si possano trovare, ai bisogni individuali di ciascuno, risposte collettive, utili alla comunità intera: un’azione quotidiana che deve  però essere guidata da un’ idea (ciascuno scelga liberamente la sua, per dirla ancora una volta come la diceva Pertini), da un sistema di valori e da un’idea di società.

Pertini aveva ben chiara la sua: libertà e giustizia sociale come termini inscindibili, che non vivono l’uno senza l’altro; vuol dire dare valore all’individuo, alla sua personale coscienza, alla sua personale libertà, all’interno di una comunità organizzata secondo principi di giustizia sociale, che si sforza di “rimuovere gli ostacoli che si frappongono”, come dice la nostra Costituzione, alla possibilità di ciascuno e di tutti di vivere bene.

“Basta e avanza” per guidare ognuno di noi nella propria azione quotidiana nelle istituzioni e nelle organizzazioni sociali, nel lavoro degli educatori e degli amministratori.

Grazie Sandro


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