Boeri, i sindacalisti e la misura colma

il 3 maggio 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Si può dire che ci sono stati abusi nell’utilizzo di una norma, e perseguirli per via amministrativa o ricorrendo al magistrato: oppure si può dire che c’è un  privilegio per una intera categoria, e fare un’operazione in sé odiosa di generica criminalizzazione.

Il presidente dell’Inps Tito Boeri usa questa seconda strada, e non lo fa certo per ingenuità: già lo scorso 9 marzo dichiarava:  “Abbiamo intenzione di intervenire sui privilegi di alcune categorie. Cominceremo con una circolare che interviene su un privilegio che i sindacalisti si sono concessi”. La stessa nota stampa di allora, titolata “Pensioni: Boeri, pronti ad abolire un privilegio sindacalisti”, precisava che si tratta di una “situazione che riguarda alcuni casi di pensioni di sindacalisti” .
Ma come stanno le cose? Si tratta di alcuni abusi fondati non su una norma che riguarda i sindacalisti – non esiste la “pensione dei sindacalisti”- ma il criterio di calcolo delle pensioni dei pubblici dipendenti per i periodi prima del 1992.
Ma il Presidente Boeri torna sull’argomento e oggi ci fa sapere che “si possono raccogliere tanti soldi se si interviene sulle rendite dei sindacalisti” oltre che “sui vitalizi dei politici”. Secondo il presidente dell’Inps, “ci sono posizioni di rendita che i sindacalisti si sono creati per loro stessi in questi anni”. Insomma “colma la misura”.
Quello che non va bene non è certo indicare storture o abusi (e correggerli per la parte che compete all’Istituto): ma additare intere categorie, in questo caso chi lavora nei sindacati, come dei privilegiati, e magari degli imbroglioni.
Ci sono cose di cui il presidente dell’INPS dovrebbe occuparsi di più: l’Istituto non funziona come dovrebbe: anziché risolverli, crea molti problemi a lavoratori, pensionati e disoccupati.

 


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