Budapest, rimossa la statua di Imre Nagy

il 28 dicembre 2018 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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ANSA

All’alba, quasi in segreto, è stata rimossa dalla piazza del Parlamento a Budapest la statua di Imre Nagy, capo della rivolta ungherese del 1956. Gli esponenti del governo di Viktor Orban più volte hanno bollato Nagy come “un comunista dei peggiori”
Nella memoria storica degli ungheresi Nagy, condannato a morte e giustiziato nel 1958, è un martire della rivolta.
“Orban ha allontanato l’università Ceu, i tribunali imparziali, oggi il monumento di Imre Nagy, e quando sarai tu il prossimo?” chiede una nota di protesta del partito democratico, in opposizione.”

E ora, davvero, possiamo chiederci: quando Orban farà rimuovere lo straordinario monumento “delle scarpe”, in riva al Danubio?
“60 paia di scarpe di bronzo, 60 paia di scarpe che sembrano vere, 60 paia di scarpe che tolgono il respiro. È il memoriale dell’eccidio degli ebrei nell’inverno tra il ’44 e il ’45. Le Croci Frecciate, la milizia che collaborò con i nazisti nel processo di deportazione e assassinio di migliaia di ebrei ungheresi, dopo averli rinchiusi, imprigionati in casa loro, tra gli alti muri del ghetto, lasciati a morire di fame, freddo e malattia o deportati nei più vicini campi di concentramento, i “potenti di Budapest” decisero di assassinare le proprie vittime in città: trascinati sulle sponde del Danubio, derubati delle proprie scarpe, merce preziosa, simbolo di fuga, viaggio, libertà, e della propria dignità. Legati a gruppi di tre, era solo colui che capitava al centro il predestinato a una morte immediata per mano di una pallottola. Scaraventati in acqua, gli altri erano trascinati a fondo, nella corrente, dal peso inerme del cadavere. Le scarpe sono tornate lungo il Danubio nel 2005 per desiderio e genio dello scultore Pauer Gyula affinché nessuno potesse dimenticare.”

(Eleonora Negro)


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