“Buona Scuola”: le modifiche, necessarie, al vaglio della Commissione Cultura

il 5 maggio 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Le tante persone che oggi hanno scioperato e sono andate in piazza in tutta Italia sono il segno chiaro di un grande intesse per la scuola e per il suo futuro, di un disagio del personale che viene da lontano; ed anche di un forte contrasto all’idea di “Buona Scuola” che il Governo ha tradotto nel proprio disegno di legge.

La (cattiva) abitudine del Governo di non discutere con i Sindacati, in sedi formali di confronto, è una delle ragioni per cui  emerge una sorta di incomunicabilità totale tra le istanze di chi oggi ha scioperato e chi sta elaborando nuove norme e destinando nuove risorse per la scuola.

Questo ha fatto crescere il rifiuto “in blocco” delle proposte del Governo da parte dei Sindacati, ha agevolato il fatto che non si articolasse un confronto sindacale di merito sui contenuti, sulle possibili modifiche, capace anche di evitare caricature e “falsi” che sono circolati nel dibattito pubblico di queste giornate; ma si sa, se non si affrontano passaggi duri del confronto e del negoziato, prevale la polemica e i messaggi semplificati, semplificati sino perdere parte della sostanza.

Rimane aperta anche la “ferita” del mancato rinnovo del contratto collettivo di lavoro, in questo come negli altri comparti del lavoro pubblico.

E però, nel frattempo, le Commissioni parlamentari hanno incontrato sindacati, associazioni, esperti; si è cercato di guardare alla scuola come luogo in cui i ragazzi crescono, anche ma non solo il posto di lavoro del personale.

Molti di noi hanno organizzato nei territori incontri e assemblee per ascoltare e per interloquire con chi vive nella scuola.

Anche per questo il Governo ha via via maturato la convinzione che siano necessarie modifiche significative al disegno di legge e la determinazione a realizzarle: su questo stanno lavorando i deputati e soprattutto le deputate del Pd nella Commissione Cultura.

Ho pensato che fosse utile premettere questa riflessione al resoconto che le colleghe della Commissione ci hanno fornito sul “punto nave” del cammino parlamentare del disegno di legge sulla scuola

Rispettare il diritto di sciopero, ed ancora di più le persone che hanno scioperato, significa non essere superficiali (e talvolta un po’ sprezzanti) e neppure “lisciare il pelo”, né assecondare su tutto, né usare l’iniziativa sindacale per i posizionamenti politici dentro o tra i partiti, dando, a seconda dei casi, ragione su tutto o torto su tutto ai tanti e tante che hanno protestato.

Il Governo, dal canto suo, deve fare anche il suo mestiere di datore di lavoro del personale della scuola.

Il prossimo 22 maggio saremo a Savona, in una iniziativa pubblica del Pd, con Mara Carocci  deputata ligure, componente della Commissione Cultura, e Titti Di Salvo, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera, a rendere conto del lavoro di questi mesi, dei passi in avanti e delle difficoltà ancora da superare

La “buona scuola“ caratteristiche generali del provvedimento e resoconto del lavoro fin qui svolto dalla VII Commissione della Camera

 

 


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