Capitolo 1. Perchè il Pd possa essere il mio, il nostro posto.

il 6 luglio 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Ciò che ci proponiamo di fare, il Pd che vogliamo essere, la costruzione delle alleanze per governare, devono servire a qualcosa in modo che le persone e le comunità possano sentire come risposta alle loro inquietudini e ai loro bisogni, materiali e non, anche alle loro paure.

Dobbiamo ripartire da una domanda: dove è maturato il senso di ingiustizia che provano tante persone (a ragione, e fosse anche a torto)? Da quali iniquità, diseguaglianze, minacce, o tradimenti da parte delle istituzioni e del “sistema”? Da quali ferite?

Parlare di “ferite” non significa immaginare solo disastri.

Affrontare la condizione materiale, le radici economiche del disagio, è la premessa per ricreare una aspettativa positiva, un investimento personale e collettivo verso un approccio solidale, uno sguardo verso l’avvenire.

Nonostante una serie di provvedimenti positivi approvati in questi anni siano di qualità, questa non viene percepita: spesso neppure dai destinatari diretti, tantomeno dal comune sentire. Perché? Non è banalmente un problema di comunicazione. Lo è in un senso più profondo: perché le persone non considerano sufficienti a sentirsi più sicuri, più seguiti, con più opportunità, provvedimenti che li riguardano o riguardano le loro comunità?

Bisogna nominare le “ferite”; il mio è un elenco incompleto, riguarda le storie che vedo più da vicino, le cose di cui mi occupo maggiormente e su cui ho qualche opinione più precisa che su altre.

Le chiamerei così:

- Gioventù bruciata: “non so cosa sia un po’ di sicurezza per l’avvenire”

- “Meno libera, meno autonoma”: le basi economiche delle regressione dei diritti civili e delle libertà delle donne

- Professionisti proletari: “ho perso reddito, ho perso status”

- L’ ascensore sociale: “non posso più mandare i miei figli all’Università”

- In pensione a settant’anni, in pensione mai:  ”E’ una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo “

- Non è un paese per giovani, non è un paese per vecchi, non è un paese

- Vecchie e nuove povertà: reddito di inclusione vs reddito di cittadinanza


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