Caro Sergio, lettera a Cofferati

il 28 novembre 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Caro Sergio,

non potrò partecipare all’incontro di questa sera a Savona: da oggi arriva in aula la Legge di Stabilità.
Voglio però confermati il sostegno alla candidatura alle primarie per la scelta del candidato Presidente della Regione.
La tua disponibilità, le caratteristiche della tua persona, hanno consentito di individuare una candidatura condivisa e forte ad un mondo variegato, nel Pd e nel centro sinistra, che si propone di innovare profondamente la politica regionale.
Come sai, non scelgo te “a prescindere”, quando ti candidi in competizioni politiche: ora lo faccio, e lo faccio con convinzione.
Penso anche che dobbiamo proporre ai nostri elettori non solo Sergio Cofferati come persona autorevole e competente, ma come parte di un gruppo di uomini e di donne, di generazioni diverse, in grado di rappresentare energie e sensibilità nuove, diverse tra di loro, un gruppo plurale e motivato. La Liguria ha bisogno di un cambio di passo, di molte innovazioni.
Solo il Pd può fare questo scatto; ma non in continuità con l’amministrazione uscente.
Non sottovaluto gli sforzi della giunta uscente, in un periodo denso di difficoltà obiettive. Ma non è sufficiente voltare pagina, quando è “il libro” della realtà che è cambiato, in Italia ed anche in Liguria.
Gli stessi mutamenti profondi che da tempo interessano i nostri territori (invecchiamento della popolazione, nuovi caratteri della povertà, crescita del numero delle persone inattive, per fare qualche esempio) non hanno trovato in questi anni quelle risposte di sistema di cui avrebbero avuto bisogno.
Anche nel fare politica c’è bisogno di cambiare: nel rapporto tra partecipazione e capacità di decidere, cioè tra consenso e coraggio del cambiamento; nel funzionamento della macchina burocratica; nella spinta alla aggregazione tra gli enti locali, contrastando e non coltivando il campanilismo e la frammentazione.
Parare i colpi della crisi e attenuare gli effetti negativi dei cambiamenti è opera meritoria, ma ora abbiamo bisogno di altro.
Lo dico con rispetto delle persone e delle intenzioni; anche se un’obiezione sui comportamenti di gran parte della amministrazione uscente, e di Lella Paita, ce l’ho: avere così presto impegnato se stessi e l’istituzione che rappresentano in una battaglia per la scelta del candidato presidente, arruolando i sostenitori con l’uso della posizione istituzionale. Con un altro effetto collaterale: le prese di posizione su ogni cosa hanno finito, in tutti questi mesi, per essere interpretate, a torto o a ragione, come sostegno o contrasto.
C’è bisogno di recuperare un logoramento nel rapporto con i cittadini e le cittadine liguri che riguarda tutti noi; per questo l’innovazione deve essere forte, esplicita, riconoscibile.
Il rapporto diretto con le persone è importante, ma non si deve smarrire il senso della funzione propria della Regione: programmare e fare leggi (e dis-farne qualcuna). Il presidente della Regione non è il sindaco della Liguria.
La Regione deve svolgere una azione di governo che associ gli altri livelli istituzionali, comuni e nuove province, rappresentanti del territorio in Parlamento, e che si relazioni con le organizzazioni sociali. E deve partire dalla messa in discussione di se stessa, della propria macchina burocratica, pesante, ingombrante per i cittadini, le imprese, gli altri enti.
Su molte questioni di merito ci sarà occasione di fare approfondimenti e proposte; a disposizione per quel poco che posso e che so.

Buona fortuna
Un abbraccio

Anna Giacobbe


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