Chi sono

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Sono nata a Vado Ligure nel 1958, e vivo qui da allora, prima con mamma e papà, Elvira e Ugo, e con Carlo, e poi con Gianni e i nostri figli, Michele e Giulia.

Ho studiato perchè i miei, che non avevano tanti soldi, pensavano però che ci avrebbero fatto studiare sino a che ne avessimo avuto voglia.
E così ho fatto il Classico, che a quei tempi era ancora la scuola della borghesia savonese: Carlo ed io partecipavamo agli scioperi studenteschi, tra i pochissimi al Classico, ma ce lo potevamo permettere perché “andavamo bene” a scuola.

Mi sono laureata solo nel 1993, nel frattempo ho cominciato ad operare nella Cgil.

Ho iniziato a 19 anni, occupandomi di giovani disoccupati (c’erano anche allora), e poi ho avuto diversi incarichi, i più importanti: la segretaria generale della Camera del Lavoro di Savona, e poi della Cgil regionale.
Ho avuto così l’opportunità di misurarmi con ruoli di responsabilità e con vertenze complesse, di rimanere in contatto con i problemi concreti di tante persone e di tante comunità.
Da qualche anno ero la “generalessa delle truppe veterane” e cioè del Sindacato dei pensionati della Cgil in Liguria, un incarico che mi ha permesso di conoscere meglio la condizione degli anziani, il funzionamento del sistema previdenziale, i problemi dell’assistenza e della cura, la nuova frontiera dell’ ”invecchiamento attivo”.

Ma oggi da quella straordinaria esperienza mi sono staccata, ho “passato il confine”. Chi si propone di rappresentare una comunità deve farlo pensando a tutti, deve lasciare una importante, ma parziale rappresentanza del lavoro dipendente e pensare al LAVORO tutto, dell’operaio e dell’artigiano, dell’ingegnere e del panettiere, del medico, dall’architetto, della cuoca, e di tutti gli altri, al loro ingegno e alla loro fatica quotidiana.

Penso che sia essenziale per le donne non perdere il senso della propria identità di genere e la condivisione con altre donne della riflessione su di sé e sul cammino da percorrere insieme.

Lungo tutti questi anni mi sono appassionata della politica, ho sempre pensato che l’autonomia del sindacato non significasse affatto distanza o indifferenza rispetto alla politica.
Ho militato sin dal 1974 nella Federazione Giovanile Comunista, mi sono iscritta al Pci nel 1977 e ho poi seguito l’evoluzione di quella storia politica fino alla costruzione del Partito Democratico. Ho vissuto il passaggio dal Pci alla fase successiva con entusiasmo, e poi con attenzione e con spirito critico i passi che hanno condotto qui: ad un partito che si è consolidato ed è maturato, ad una esperienza che si misura con la possibilità di costruire una pagina nuova della politica italiana.

Io ci credo, ci conto.

 

Curriculum Vitae

 

per trasparenza allego:

la mia indennità parlamentare  aggiornata al mese di giugno 2017

il  mio 730 del 2106 relativo ai redditi del 2015

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