Codice appalti: scelta grave e immotivata

il 20 aprile 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto legislativo che contiene il nuovo Codice Appalti conferma una scelta da parte del Governo  che considero grave e immotivata
L’art. 50 prevede che i bandi di gara per gli affidamenti dei contratti di concessione e di appalto di lavori e servizi, con particolare riguardo a quelli relativi a contratti ad alta intensità “possono” inserire specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilita’ occupazionale  del personale impiegato.
Questo nonostante il fatto che le Commissioni Parlamentari avessero tra le condizioni del parere positivo sullo schema di decreto legislativo il fatto che l’inserimento di clausole sociali non fosse solo eventuale, secondo quanto indicato nei criteri di delega approvati dal Parlamento.
Proprio una maggiore apertura alla concorrenza deve prevedere tutele per i lavoratori e le lavoratrici che sono coinvolti in cambi di appalto, a  tutela del lavoro e in contrasto alla concorrenza sleale.
C’è chi sostiene che un obbligo ad inserire nei bandi clausole sociali sarebbe incostituzionale, o contraria alla libera concorrenza.
Mi permetto di ricordare che l’art. 41 della Costituzione prevede che l’iniziativa economica privata, che è libera, non possa “svolgersi in contrasto con l’utilità sociale”e che “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.


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