Comitato Esodati Liguria: un incontro per definire gli obiettivi

il 20 giugno 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Questa mattina si è svolto l’incontro che il Comitato Esodati Liguria aveva chiesto ai Parlamentari Liguri. Presenti per il Pd insieme a me, Tullo, Carocci, Pastorino, Vattuone, in rappresentanza anche degli altri deputati e senatori Pd che avevano delegato i presenti per altri impegni concomitanti.

Il Comitato ha rappresentato la difficilissima situazione di persone che hanno perso il lavoro, non hanno ammortizzatori sociali e, per l’innalzamento dei requisiti previdenziali determinato dalla manovra Fornero sulle pensioni del dicembre 2011, si sono visti spostare di molti anni la possibilità di accedere alla pensione; gli accordi collettivi o individuali , antecedenti il dicembre 2011, in virtù dei quali avevano lasciato il lavoro, facevano conto, appunto, sulla possibilità per loro di andare in pensione con le regole antecedenti la “legge Fornero”.

Ci sono stati cinque provvedimenti, voluti fortemente dai Gruppi parlamentari del Pd nella passata e in questa legislatura, che hanno via via salvaguardato gruppi di lavoratori , consentendo loro di andare in pensione con le vecchie regole (162.130 a livello nazionale, circa 2000 in Liguria), lasciandone però altri (la stima a livello nazionale ne prevede altrettanti) senza copertura.
La Commissione Lavoro alla Camera ha formulato una proposta di legge condivisa per dare una soluzione definitiva al problema; dopo molti rinvii, arriverà alla discussione alla Camera lunedì 30 giugno; le risorse per finanziarla sarebbero ingenti: la legge si stabilità deve essere la sede e lo strumento per raggiungere questo risultato. Ci si deve porre anche il problema dei lavoratori anziani che hanno perso e stanno perdendo il lavoro, dal 2012 in avanti. Nel frattempo, pur sapendo che interventi tampone hanno dei limiti seri, è necessario mettere in sicurezza almeno quegli “esodati” che sono più vicini alla possibilità di andare in pensione con le vecchie regole e alcune categorie di lavoratori che non hanno ancora tutele pari ad altri in condizioni analoghe. Per questo le risorse vanno trovate, anche utilizzando quanto si è risparmiato dai precedenti provvedimenti di salvaguardia, le cui dotazioni finanziarie non sono state utilizzate del tutto: quelli sono soldi degli esodati e a loro devono rimanere per salvarne il maggior numero possibile.
Potrebbe essere un altro passo, anche se non definitivo; ha senso se nel frattempo il Governo deciderà di assumere davvero come priorità la soluzione dei problemi rilevanti, a partire da questo, che la “manovra Fornero” ha creato, consentendo allo Stato un risparmio molto superiore a quanto calcolato allora: una parte di quelle risorse devono ritornare alla previdenza per dare soluzioni sia ai lavoratori anziani, sia ai ragazzi che faticano a costruirsi una posizione previdenziale dignitosa.


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