Contrasto alla povertà: cosa cambia da domani

il 1 settembre 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Da domani si avvia concretamente un processo importante, che utilizza diversi provvedimenti, per dare una risposta adeguata alla crescita della povertà assoluta, soprattutto nelle famiglie con figli minori.

Con il “ddl povertà” (approvato alla Camera a metà luglio; ora passato al Senato, che dovrebbe approvarlo in tempi rapidi) anche nel nostro Paese si introduce finalmente una misura nazionale di contrasto alla povertà: il reddito di inclusione attiva, un sostegno economico a cui si affianca un “progetto personalizzato di attivazione”, realizzato dagli enti locali in rete con tutti i servizi del territorio.

Il disegno di legge delinea il reddito di inclusione come misura a carattere universale

E’ previsto il graduale incremento delle risorse del Fondo istituito con la legge di stabilità 2016: 600 milioni per l’anno in corso e 1 miliardo di euro a partire dal 2017, e per gli anni successivi, cui si andranno ad aggiungere le risorse date dall’assorbimento di alcune misure parziali già in vigore, e ulteriori stanziamenti decisi con altri provvedimenti. Il Governo ha annunciato l’intenzione di destinare ulteriori risorse con la prossima Legge di Bilancio.

La misura sarà rivolta, inizialmente, in via prioritaria ai nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave, con donne in gravidanza o con disoccupati con più di 55 anni di età, ma l’obiettivo è quello di arrivare a coprire tutte le persone che si trovano in povertà, definita come l’impossibilità di disporre dell’insieme dei beni e dei servizi necessari a condurre un livello di vita dignitoso, superando ogni riferimento categoriale.

Sulla base delle esperienze dei principali Paesi europei e del lavoro degli esperti del settore, l’accesso alla misura è regolato dalla prova dei mezzi e legato all’accettazione di progetti di reinserimento lavorativo e sociale.

Nella definizione del beneficio  si tiene conto della condizione economica del nucleo familiare e della sua relazione con una soglia di riferimento per l’individuazione della condizione di povertà.

Al sussidio economico si somma un progetto personalizzato di attivazione realizzato dalle équipe multidisciplinari costituite dai Comuni uniti negli ambiti sociosanitari in rete con tutti i servizi del territorio: un impianto già previsto dalla legge n. 328/00, che il ddl intende rafforzare. Con il provvedimento si compie infatti una scelta precisa per assicurare l’efficacia degli interventi: puntare su una forte collaborazione tra i vari livelli istituzionali e a una forte integrazione tra soggetti diversi (Comuni, Centri per l’impiego, Asl, Terzo Settore) a livello degli ambiti distrettuali, rafforzando la rete dei servizi attraverso l’uso dei fondi europei e definendo modalità stabili di gestione associata.

 

La novità più importante, ora, è la partenza, dal 2 settembre, in tutto il territorio nazionale del “Sostegno all’Inclusione Attiva” (SIA), secondo quanto previsto dal decreto ministeriale del 26 maggio, pubblicato il 18 luglio scorso.

I Comuni e gli Ambiti Sociali saranno protagonisti della gestione di questo strumento e poi del Reddito di Inserimento previsto dal ddl.

Alla Liguria sono destinati 15.429.974 di euro, dei 750 milioni totali, sulla base del fatto che nella nostra regione c’è il 2,2% della popolazione in povertà assoluta (media 2012-2014), il 2% della popolazione in condizione di grave deprivazione materiale (media 2012-2014) e l’1,9% popolazione in famiglie con intensità lavorativa molto bassa (media 2012-2014). Secondo una certa pesatura di questi parametri, risulta che alla Liguria spetterà il 2,1% del totale del finanziamento.

Il SIA sarà in vigore per un anno, e poi sarà sostituito dal Reddito di Inclusione, che amplierà la copertura degli aventi diritto (stanziamento doppio all’avvio, circa 1 miliardo e 400 milioni) e migliorerà gli aspetti applicativi sulla base della verifica delle criticità che emergeranno in questo primo anno di lavoro con il SIA.

Cosa è il SIA e come funziona

E’ stato pubblicato il 3 agosto 2016 l’Avviso pubblico per l’attuazione del Sostegno per l’inclusione attiva; qui di seguito il link al Sito

http://www.lavoro.gov.it/Amministrazione-Trasparente/Bandi-gara-e-contratti/Pagine/Avviso-PON-Inclusione-3-agosto-2016.aspx

Si tratta di una Avviso pubblico per la presentazione di progetti da finanziare a valere sul Fondo Sociale Europeo, programmazione 2014-2020, Programma Operativo Nazionale (PON) “Inclusione”, proposte di intervento per l’attuazione del Sostegno per l’inclusione attiva

L’Avviso, che prevede una dotazione finanziaria complessiva di 486.943.523,00 euro, è rivolto agli Ambiti territoriali per la realizzazione di interventi di attuazione del Sostegno per l’inclusione attiva (SIA).

Le domande devono essere presentate dai Comuni capofila degli Ambiti territoriali, a partire dal 1 settembre 2016

La ripartizione dei fondi per gli ambiti della provincia di savona è la seguente:

ripartizione fondi pon

 

 

 

 

 

 

 

Il nuovo sussidio per nuclei familiari con figli minori o disabili gravi si affianca ad uno strumento di contrasto alla povertà che per gli anziani esiste già ed ha carattere universale per quella fascia di età: l’assegno sociale.

La spesa complessiva per assegni e pensioni sociali, incluse le relative maggiorazioni sociali, risulta di circa 4,8 miliardi di euro nel 2014, per circa 862.000 prestazioni, che rappresentano il circa il 6,5% degli ultrasessantacinquenni.

Pensioni o assegni sociali erogati dall’INPS in provincia di Savona sono 3.385, per importo medio di 454 euro, per una spesa di circa 20 milioni di euro, mentre il totale dei pensionati che percepiscono pensioni di natura assistenziale è di 6.034

Rapporto povertà 2016


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