Contrasto alla povertà e reddito di inclusione: cosa cambia con la legge di bilancio

il 21 dicembre 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Gli stanziamenti complessivi del Fondo povertà AUMENTANO di 300 milioni per il 2018, 700 milioni per il 2019 e 900 milioni a decorrere dal 2020. Le risorse complessive dunque sono: 2.059 milioni per il 2018, 2.545 milioni per il 2019 e 2.745 milioni a partire dal 2020.

Le risorse per il rafforzamento dei servizi territoriali saranno: 297 milioni di euro nel 2018, a 347 milioni di euro nel 2019 e a 470 milioni di euro annui a decorrere dal 2020.

Dal 1 gennaio, oltre alle famiglie con minori, disabili gravi e donne in gravidanza, tutti i disoccupati ultra cinquantacinquenni potranno accedere al reddito di inclusione, a prescindere dalle ragioni dello stato di disoccupazione, se in possesso degli altri requisiti (ISEE sotto i 6000 euro, ecc..)

A partire dal 1 luglio 2018 il reddito di inclusione assume definitivamente un carattere “universalistico” essendo rivolto a tutte le persone e le famiglie in possesso dei requisiti di residenza e cittadinanza e dei requisiti economici, a prescindere dalla composizione del nucleo familiare.

Aumenta del 10% il beneficio ottenibile dai nuclei familiare numerosi. Il beneficio massimo sale da 485 euro a 534 euro mensili.

Altre due norme hanno a che fare con l’avvio della legge per il contrasto alla povertà

- il Ministero del lavoro tramite l’INPS destinerà ai CAAF 20 milioni di euro per compensare l’aumento di attività e di carichi di lavoro nella compilazione delle certificazioni ISEE necessarie per la presentazione delle domande di Reddito di Inclusione,

- i Comuni potranno assumere assistenti sociali a tempo determinato, in deroga ai vincoli di contenimento della spesa per il personale, fermo restando il rispetto degli obiettivi del pareggio di bilancio. Questo per garantire l’attuazione del Reddito di Inclusione nella sua componente fondamentale di servizi e presa in carico, e con la finalità ulteriore di garantire il servizio sociale professionale, come funzione fondamentale dei comuni, su tutto il territorio nazionale.


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