Conversione decreto lavoro: la fiducia al Governo

il 23 aprile 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Oggi voteremo la fiducia al Governo sulla legge di conversione del “decreto lavoro” .
Per quanto riguarda il contratto a termine, l testo approvato dalla Commissione non ha stravolto l’ ”architrave” del decreto (sino a tre anni senza causale), ma ha introdotto tutele per i lavoratori e le lavoratrici, affinché la flessibilità buona sostituisca quella cattiva e non le occasioni di lavoro a tempo indeterminato; per l’apprendistato, abbiamo ripristinato alcuni contenuti formativi, essenziali affinché si possa considerare un contratto in cui si “apprende” e quindi avere diritto ai consistenti sgravi contributivi (2 miliardi e 250 milioni all’anno); è previsto che le imprese con più di 30 dipendenti, per poter ancora assumere con quei contributi, debbano confermare dopo l’apprendistato al meno un lavoratore su cinque. Abbiamo inoltre rafforzato, con modifiche del testo e con un ordine del giorno che impegna il governo ad ulteriori interventi, la sburocratizzazione di strumenti come il Documento unico di regolarità contributiva, semplificando così la vita delle imprese.
E’ stato un lavoro collettivo, che ha coinvolto tutte le anime del Pd e che ha interloquito con gli altri gruppi, a partire da quelli di maggioranza, naturalmente. E’ una caricatura quella che accredita colpi di mano della minoranza Pd, degli ex sindacalisti della Cgil, ecc.; è strumentale la polemica del Nuovo centro destra: le mediazioni sono state tentate, ma il nostro punto fermo è stato, per tutti: con le posizioni estreme, e cioè “il decreto deve rimanere così” e “il decreto deve saltare o essere stravolto”, non si va da nessuna parte. Il Governo è stato pienamente coinvolto nel lavoro di modifica, ha apprezzato il modo in cui abbiamo operato.
Ora il sen. Sacconi minaccia sfracelli; Matteo Renzi e il ministro Poletti hanno detto chiaramente che l’obiettivo è approvare il provvedimento in tempi brevi, senza perdersi in dettagli. Se qualcuno al Senato pensa di buttare tutto all’aria si assume una grande responsabilità. Anzi una grave colpa, perché la grande responsabilità ce la siamo assunta noi, il gruppo Pd in Commissione Lavoro tutto quanto, lasciando da parte convinzioni di partenza e posizioni di principio, per un risultato equilibrato


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