Conversione in legge del decreto del “fare”: le mie osservazioni

il 31 luglio 2013 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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La conversione in legge del decreto n. 69 che prevede “disposizione urgenti per il rilancio dell’economia” è stata l’oggetto di giornate di discussione faticose e conbattute, la scorsa settimana alla Camera

 

Una prima osservazione sulla qualità della discussione: si possono usare argomenti e toni  molto duri, è giusto che chi sta all’opposizione possa esprimere tutta la propria contrarietà alle scelte della maggioranza, e che cerchi di impedire per quanto possibile che si arrivi a decidere ciò che non si condivide. È discutibile invece che persone alle quali una parte significativa del popolo italiano ha affidato la propria rappresentanza, i deputati del M5S, usi molto del proprio tempo per costruire una immagine pesantemente deformata delle opinioni altrui e per accreditare tesi del tutto infondate. E poi, una certa “violenza verbale”, da parte di chiunque, non aiuta, rappresenta un imbarbarimento dei rapporti politici ed umani che può fare danni.

 

Tornando al merito, il decreto è stato emendato in molti punti nelle Commissioni cui era affidato il provvedimento, con il contributo anche delle altre Commissioni che sui temi di propria competenza hanno espresso pareri e contribuito a formulare emendamenti. Non un testo blindato dal Governo, quindi. Il decreto è stato modificato in 62 degli 86 articoli (se non ho contato male) e sono stati inseriti ulteriori 29 articoli (bis e ter). Ventidue emendamenti del Movimento Cinquestelle compresi.

Per fare degli esempi, a proposito delle questioni che ho seguito più da vicino: nelle parti relative alle semplificazioni in materia di lavoro e sicurezza il testo originario è stato migliorato, recuperando un rapporto più equilibrato tra tutele dei lavoratori, presidio delle garanzie di legalità e semplificazione delle procedure formali. Inoltre è stata introdotta una norma, che non c’era, per evitare che le gare al massimo ribasso si possano realizzare violando i contratti per quanto riguarda le retribuzioni o comprimendo i costi per la sicurezza sul lavoro: è l’avvio del superamento di quella forma di gara.

È stato possibile inserire una norma che sanerà, almeno per le situazioni più difficili, un elemento di incertezza grave per imprese e lavoratori esposti all’amianto,  a seguito della revoca delle certificazioni, per parlare di una questione molto particolare, tutta ligure.

La parte relativa alla revisione di importanti aspetti della giustizia civile è stata discussa ed emendata in modo significativo nella Commissione di merito, per fare un altro esempio.

Il Governo ha posto la fiducia, come strumento per superare l’ostruzionismo del M5S. In aula erano stati presentati 800 emendamenti. I diversi gruppi avevano convenuto di ridurre a 100 questo numero, per consentire un dibattito in aula in tempi sensati. Il M5S ha condizionato il ritiro dei suoi numerosissimi emendamenti al fatto che il Governo desse parere favorevole su tutti quelli che loro, M5S, avessero scelto. Cosa che non accade neppure con i gruppi di maggioranza. Non essendo stato possibile  fare un accordo su questo, gli emendamenti sono tornati ad essere 800

Il Governo ha posto la fiducia: non sul proprio testo però, su quello uscito dal lavoro del Parlamento, da una discussione che ha coinvolto in modo largo e partecipato la Camera, in quelle sedi, le Commissioni, in cui anche i parlamentari meno esperti hanno modo di intervenire e contribuire alla elaborazione dei testi.

È stata una discussione complicata, in cui si sono confrontate opzioni e sensibilità diverse, anche all’interno della maggioranza, come è naturale, così come tra le opposizioni. Un fatto importante: i  l Governo non ha modificato il testo uscito dal lavoro del Parlamento, come accadeva regolarmente nella legislatura precedente in caso di voto di fiducia, per inserire contenuti propri o per ripristinare parti del decreto cambiate in Commissione.

Ne è uscito un provvedimento, che pure ha limiti e questioni che il Senato potrà e dovrà correggere, come il cosiddetto DURT, che non aggiunge nulla  al controllo sulla regolarità delle aziende ed in compenso le grava di ulteriori adempimenti formali, o i tetti agli stipendi dei manager; ma contiene molte buone soluzioni, di cui si è parlato poco.

 

Riprendo, in un elenco molto sommario e incompleto, quei contenuti, su cui in autunno sarà utile tornare con degli approfondimenti, tenendo in considerazione l’insieme dei provvedimenti economici approvati in questi mesi ed i loro effetti sull’economia locale (sblocco debiti P.A., “ecobonus”- detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e efficienza energetica deli edifici, conversione decreto 69, conversione decreto “Lavoro”, misure su Imu e Iva, rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga, ecc.).

 

Il provvedimento è suddiviso in tre parti: misure per la crescita, misure in materia di semplificazione, misure in materia di giustizia civile

I principali titoli:

* Rafforzamento e semplificazione dell’accesso al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per agevolare l’accesso al credito

* Finanziamenti a tasso agevolato per l’acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature

* Sostegno alla cooperazione allo sviluppo e alla internalinalizzazione

* Rifinanaziamento dei contratti di sviluppo

* Accelerazione dell’utilizzo dei fondi europei

* Diffusione delle tecnologie digitali (compresa la realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico)

* Interventi nel settore dell’energia, tra i quali il taglio dell’accisa sul gasolio per le serre

* Misure per i porti: ampliamento, anche se in misura insufficiente, dell’autonomia finanziaria delle Autorità portuali per gli interventi di adeguamento dei porti

* Agevolazioni per il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico

* Completamento di infrastrutture di rilevanza strategica nazionale in corso di realizzazione

* Finanziamenti per l’edilizia scolastica

* Programma di piccole opere per i comuni con meno di 5000 abitanti

* Varie misure di semplificazione di procedure: le cosiddette “zone a burocrazia zero”, applocazione della procedura compensativa tra crediti e debiti fiscali e contributivi ai fini del rilascio del Documento unico di regolarità contributiva, ecc.

* il Titolo III è tutto dedicato ad interventi per aumentare l’efficienza del sistema giudiziario e la definizione del contenzioso civile.

Decreto Fare Dossier n°12

Decreto Fare dossier n°12 bis


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