D.L.”Disposizioni in materia di lavoro e di IVA”: il mio intervento in commissione lavoro

il 2 agosto 2013 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Intervento in Commissione Lavoro sul D.L.  ”Disposizioni in materia di lavoro e di IVA” 76/2013 – A.C. 1458

 

 

Due premesse:

-      il provvedimento che stiamo esaminando, per la parte che riguarda il lavoro, interviene su materie ed in ambiti (tipologie contrattuali, natura del rapporto di lavoro, efficacia delle politiche pubbliche per il lavoro, rapporto tra flessibilità e qualità dell’occupazione) su cui si sono confrontate e  “affrontate” negli ultimi anni opzioni molto diverse

-      si colloca in una situazione di perdurante scarsità di risorse pubbliche e di difficoltà per il sistema delle imprese, a fronte di una dimensione drammaticamente estesa del problema

 

Il provvedimento non può quindi, obiettivamente, produrre una ridefinizione organica e veramente strutturale delle politiche per il lavoro, in particolare per i giovani.

Deve allora produrre il massimo degli effetti possibili nel dare “primi” strumenti per affrontare l’emergenza, e ne ha la condizioni e le potenzialità. Strumenti che tuttavia non possono che essere limitati per i vincoli finanziari.

 

E quindi, in questo quadro, nel convertire in legge un decreto del Governo, ci compete chiedere al Governo e a noi stessi due cose:

  • di rendere efficaci immediatamente le misure positive previste
  • di dare, con maggiore chiarezza e concretezza, il senso del complesso di interventi rispetto ai quali questi si configurano come “primi” ed “urgenti”.

 

Di conseguenza, il dibattito parlamentare, a maggior ragione in sede di seconda lettura, più che su modifiche o correzioni puntuali (che, per le ragioni dette, non riuscirebbero comunque ad ampliarne l’efficacia), andrebbe orientato a chiarire, e a far chiarire al Governo per quanto gli compete:

  • in quale insieme di misure urgenti per il sostegno all’occupazione e di politiche per la protezione del lavoro, si collochi questo provvedimento, anche per contrastare un’idea di contrapposizione generazionale: incentivi alla riassunzione dei lavoratori espulsi dai processi produttivi, rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, “staffetta generazionale”, sia nella forma del job sharing, sia della flessibilità in uscita verso la pensione, ecc.
  • come si collegherà ad altre azioni necessarie per dare risposte all’ universo giovanile nel suo rapporto con il lavoro: ammortizzatori per i parasubordinati, regime dei contributori minimi, percentuali di contribuzione per i parasubordinati ed altro ancora (in attesa di un quadro normativo, che non è alla portata di questa stagione politica, in grado di proteggere il lavoro autonomo genuino e  insieme contrastare l’ elusione di lavoro subordinato)
  • come questo passaggio si legherà in modo coerente ad una prospettiva, che non è lontana proprio grazie all’azione del Governo per l’anticipazione del programma “Garanzia Giovani”, in cui ci sarà la disponibilità di nuove e significative risorse, che però portano con sé criteri e vincoli stringenti

 

Questa “contestualizzazione” è utile per dare tutto il valore che hanno alla misure previste nel provvedimento che ci accingiamo ad approvare, ed è necessaria per i limiti stessi che esso ha.

 

Nel merito, sottolineo solo alcuni punti:

  • va apprezzata fino in fondo la focalizzazione sul lavoro per i giovani, per i quali non solo esistono difficoltà maggiori ad accedere al mercato del lavoro, ma l’esclusione dal lavoro si lega alla compromissione della possibilità di realizzare un progetto di vita, di costruire una propria identità solida. Per questo è importante avere previsto anche un rifinanziamento, per quanto ancora insufficiente, per il servizio civile, come strumento di avvicinamento ad una dimensione collettiva di impegno,  responsabilità e condivisione, e come occasione per fare crescere l’occupabilità
  • è importante l’incentivazione a rapporti di lavoro a tempo indeterminato e per la trasformazione di occupazione precaria in occupazione stabile
  • la concessione degli incentivi è destinata ad occupazione aggiuntiva certificata
  • c’è uno sforzo per accelerare e semplificare le procedure necessarie a rendere disponibili le risorse e a liquidare i contributi: gli incentivi all’occupazione per donne e over50 previsti dalla legge Fornero, hanno solo da pochi giorni (quasi) tutti gli strumenti attuativi!

 

D’altra parte, non possiamo non richiamare le valutazioni che, in sede di prima sintesi interlocutoria dell’ “Indagine conoscitiva sulle misure per fronteggiare l’emergenza occupazionale, con particolare riguardo alla disoccupazione giovanile”, abbiamo formulato come Commissione Lavoro, con riferimento ad esperienze passate di intervento sul mercato del lavoro e di incentivazione delle assunzioni, ed in particolare:

-      “le modifiche nella composizione delle forme contrattuali non ha aiutato a rafforzare nel suo complesso il mercato del lavoro in periodo di crisi”

-      gli incentivi vengono utilizzati, per una loro quota non marginale, per assunzioni che sarebbero comunque realizzate

le incentivazioni previste all’art. 1 del provvedimento che stiamo esaminando si sovrappongono in buona misura alle agevolazioni già previste per la stessa fascia d’età con l’apprendistato


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