Da Agenda sociale alla Legge di Bilancio per il 2017

il 16 novembre 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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I contenuti del disegno di Legge di Bilancio sono buoni.

Va sempre ricordato che almeno 15 miliardi, più della metà del totale, devono essere impiegati per evitate l’aumento di imposte che era stato previsto negli anni scorsi come clausola di salvaguardia del fatto che avremmo ridotto il nostro debito pubblico).

Ma il resto degli interventi è distribuito in due grandi “capitoli” :

- investimenti pubblici e sostegno agli investimenti privati, in particolare in ambiti innovativi, per dare un contributo alla crescita dell’economia: il lavoro può crescere così, pur essendo necessarie anche altre azioni, che in parte sono previste

- interventi su alcune delle questioni sociali più rilevanti ed urgenti: pensioni e previdenza, contrasto alla povertà, diritto allo studio, finanziamenti per le politiche sociali e sanitarie

Non sono due capitoli distinti: l’equità e una distribuzione più giusta del reddito sono un fattore della crescita economica, non un intralcio. I limiti son ancora tanti, ma la strada imboccata è corretta

Questa impostazione, che non ha rinviato al solito “secondo tempo” la soluzione di alcuni importanti problemi di ordine sociale e di tutela di diritti (come qualcuno pure dentro il Governo aveva auspicato), è il frutto di qualcosa che è successo nei mesi scorsi, di un impegno ha coinvolto molti di noi: fare emergere l’esistenza di una questione sociale non risolta, di una crescita delle diseguaglianze e delle ingiustizie, e quindi il bisogno di ricostruire le priorità dell’azione di governo (e del profilo politico del Pd) attorno ad una ”agenda sociale”, che avesse come propri capisaldi il lavoro, le pensioni, il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

I contenuti di sostanza di quella “agenda” sono in gran parte quelli che il lavoro parlamentare ha costruito nel tempo, in rapporto con le organizzazioni sociali e le comunità dei territori: e sono il frutto di una relazione tra governo e sindacati dei lavoratori e dei pensionati che ha segnato una novità tutt’altro che banale rispetto alla impostazione del governo Renzi.

Ora la legge di Bilancio è alla Camera. Gli emendamenti su cui stiamo lavorando in questi giorni sono finalizzati a recuperare qualche limite, ad allargare le maglie ancora strette di provvedimenti insufficienti: sono destinati, a questo non si pensa mai a sufficienza,  a “portare in salvo” un numero maggiore di persone in carne ed ossa, migliaia di uomini e donne che attendono soluzioni da troppo tempo e che magari rischiano di rimanere escluse. Io e non solo io, pensiamo a loro ogni volta che inseriamo un comma o proviamo a riscrivere un capoverso, ogni volta che spieghiamo per l’ennesima volta ad un dirigente di ministero e ad un esponente del Governo il perché quella cosa lì o quell’altra là non vanno bene.

Nei prossimi giorni proverò a raccontarvi qualcosa di più preciso sui contenuti della Legge di Bilancio

#lavorincorso

#passodopopasso


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