Delega lavoro: emendamenti sulla disciplina dei licenziamenti

il 18 novembre 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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L’esame degli emendamenti alla Delega Lavoro è arrivata ad un punto importante, che ha concentrato su di sé molta attenzione in questi mesi. Un capitolo simbolico, nel senso pieno del termine, la disciplina dei licenziamenti.
Ciò che era contenuto nel documento sul lavoro votato dalla Direzione del Pd entra nella legge Delega. Al Senato non era stato inserito nulla su una delle questioni più delicate, quella relativa ai licenziamenti individuali, per il veto di Sacconi e dell’Ncd. Loro (e non solo loro) chiedevano l’abolizione dell’art.18.
Ora il governo riformula un nostro emendamento prevedendo che, per le nuove assunzioni con “contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti”:
- il reintegro del lavoratore sarà previsto per i licenziamenti nulli, per quelli discriminatori, per quelli disciplinari (in specifiche fattispecie);
- per i licenziamenti economici ingiustificati sarà previsto un indennizzo economico “certo e crescente con l’anzianità di servizio”.
Si tratta naturalmente di un compromesso, faticoso e, per me e altri, difficile da fare.
Si sarebbe potuto proprio fare a meno di modificare, ancora una volta, anche solo per le nuove assunzioni, la disciplina sui licenziamenti, a soli due anni dalla legge 92/2012.
Il PD ha deciso di procedere in una certa direzione. E’ stato giusto, allora, introdurre queste specifiche nella Delega perché a nessun governo può essere accordata una delega in bianco in materia di licenziamenti e perché, se il testo votato dalla Direzione Pd è impegnativo per me, allora deve esserlo anche per il capo del Governo: bene quindi aver superato i veti di Sacconi e bene aver trovato una sintesi possibile.


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