Delega lavoro: i risultati del lavoro in Commissione parte seconda

il 18 novembre 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Sta proseguendo l’esame e la votazione degli emendamenti alla Delega Lavoro. Il numero degli emendamenti approvati è limitato. E’ una scelta: deriva dal fatto che il testo modificato dalla Camera tornerà al Senato e un numero grande di modifiche porterebbe con sé altre modifiche al Senato (lì i rapporti di forza tra i gruppi politici e nella maggioranza sono un po’ diversi, ragion per cui il provvedimento tornerebbe alla Camera, ecc..
Il governo avrebbe risolto questo problema blindando il testo del Senato e facendolo approvare a noi, così com’era, in via definitiva. Approvare un numero limitato di emendamenti è un compromesso, che pensiamo sia più utile di altre strade. Ci’è un’intesa politica, che andrà ben sorvegliata: per quanto riguarda il PD, i Decreti Legislativi, nei quali si entrerà nei dettagli che ora nel testo della Delega non ci sono, saranno discussi con i gruppi parlamentari prima di essere adottati dal Governo. Facciamo a fidarci.

Le ulteriori modifiche introdotte in queste ore, in Commissione Lavoro, nel testo della Delega:
- sostegno ai dipendenti che intendano acquisire la propria azienda in crisi;
- raccordo e coordinamento di funzioni (sia al centro che sul territorio) tra Agenzia nazionale per l’occupazione e Inps per assicurare una reale integrazione tra politiche attive e sostegno al reddito;
- integrazione tra servizi pubblici e privati per l’impiego anche mediante lo scambio di informazioni sul profilo curriculare dei soggetti che cercano lavoro;
- attenzione alla valorizzazione delle competenze delle persone anche nell’inserimento lavorativo dei disabili;
Si e’ poi risolto positivamente il nodo della cassa straordinaria per aziende cessate (UNA QUESTIONE RILEVANTE): la cassa integrazione potrà essere erogata anche a favore dei lavoratori di aziende (o rami di azienda) che, pur cessate, sono oggetto di acquisizione, cioè che non siano cessare definitivamente. Non viene dunque meno una leva importante per la salvaguardia della base produttiva e dell’occupazione.

In Commissione è tornato il tema della “dimissioni in bianco”, sulla base del testo della Delega e di dichiarazioni impegnative della Sottosegretaria Bellanova (firmataria, tra l’altro, a suo tempo, della proposta di legge del Pd in materia); la delega recepisce i contenuti del testo votato alla Camera nei mesi scorsi e fermo (con poche possibilità di riprendere il suo cammino) al Senato. Nei decreti legislativi ci sarà finemente una norma che, modificando la legislazione in vigore, sarà improntata al principio che deve esserci una garanzia della “data certa nonché dell’autenticità della manifestazione della volontà della lavoratrice o del lavoratore in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro”: insomma che non è possibile fare firmare le dimissioni in bianco o estorcere una firma, da usare poi quando fa comodo, per mascherare un licenziamento. Accade ancora troppo spesso.


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