Discussione sulla legge elettorale: realismo e punti fermi

il 15 febbraio 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Riunione di Gruppo Pd Camera. Discutiamo di legge elettorale. Molti argomenti e discussione aperta.

C’è un tema particolarmente importante, per conto mio: come fare in modo che si ristabilisca, per quanto possibile, una connessione, una sintonia, un rapporto, tra gli elettori e gli eletti: perché il problema c’è, eccome. Non riguarda certamente solo le regole elettorali; riguarda quello che facciamo, i problemi che riusciamo a risolvere, le speranze che sappiamo suscitare e rendere “avvicinabili”; riguarda chi siamo, come ci comportiamo, individualmente e collettivamente.

Ma contano anche le regole.
Credo che sia giusto trovare il modo di non tornare ad un sistema meramente proporzionale: certo, dopo la sentenza della Corte, non sarà accettabile un sistema che preveda che la prima forza politica abbia comunque la maggioranza, quale che sia il suo risultato elettorale. Il fatto è che, in un sistema tripolare, la distanza tra possibile risultato elettorale di chi arriva primo e il “51%” sarebbe comunque sproporzionato. E il popolo italiano è stato chiaro a proposito dei suoi “dubbi” su sistemi che forzino il concetto di governabilità, che premino troppo chi vince le elezioni oltre il valore reale del suo consenso.
Si dice che la governabilità e la capacità di rappresentare davvero le istanze degli elettori devono stare in equilibrio: giusto. Anzi, va detto che istituzioni che non rappresentino in una misura giusta il pluralismo politico fanno comunque fatica a governare davvero una comunità, fin tropo frantumata.
In ogni caso, serve avere a disposizione un correttivo alla pura ripartizione proporzionale dei seggi parlamentari.
Ma allora, a maggior ragione, in questa epoca così difficile per il rapporto tra le istituzioni e le persone per cui esistono e funzionano quelle istituzioni, la capacità di rappresentare gli elettori e le elettrici deve essere assicurata soprattutto garantendo che le scelta delle persone elette sia davvero affidata a loro, agli elettori e alle elettrici.
Si fa con i collegi uninominali o, se ci sono liste, usando le preferenze per tutti senza capilista bloccati.
A questo proposito, discutibile avere 100 capilista bloccati su 340 deputati per chi avesse vinto le elezioni e governato con l’Italicum; ma oggi, tolto di mezzo il ballottaggio, la sproporzione tra scelti e non scelti dagli elettori sarebbe davvero insopportabile.
E poi: vanno i partiti o le coalizioni?
C’è un orientamento nel Pd a riproporre il “mattarellum”, come punto di partenza, ma già molti hanno detto delle criticità presenti; ci sono diverse proposte di legge depositate su cui nei prossimi giorni si discuterà, in Commissione Affari Costituzionali, e ancora nel Gruppo Pd.
Sarà necessario trovare intese con altre forze politiche. Siamo, in ogni caso, a fine legislatura. Ci vorrà realismo, ma qualche punto fermo.
#lavorincorso


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