Donne e lavoro, diritti e libertà. Perchè il Pd possa essere il mio, il nostro posto

il 14 luglio 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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“Meno libera, meno autonoma”: le basi economiche delle regressione dei diritti civili e delle libertà delle donne.

Certo è importante la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura. Da un lato c’è il sostegno a maternità e paternità, con qualche risultato raggiunto: da valorizzare e rafforzare. Dall’altra il ritorno del carico di lavoro di cura, soprattutto sulle donne, per carenze di supporto alla non autosufficienza: il tema non è tanto e solo la “conciliazione”, ma una politica per il sostegno alle condizioni di non autosufficienza e il riconoscimento del lavoro di cura a fini previdenziali.

Nella  relazione della Commissione Europea sulla condizione dei singoli paesi, si mette in evidenza come la partecipazione delle donne al mercato del lavoro sia strettamente dipendente dai costi dei servizi per l’infanzia e si dice chiaramente che la disponibilità di servizi di assistenza abbordabili per i bambini e per gli anziani contribuisce ad accrescere l’occupazione femminile in misura maggiore rispetto all’erogazione di prestazioni in denaro.

Inoltre, nei servizi di assistenza per bambini e anziani, nelle scuole per l’infanzia e nelle scuole elementari sono normalmente occupate più donne che uomini e il potenziamento degli orari del tempo pieno e tempo prolungato nelle scuole comporterebbe maggiore occupazione femminile e, pertanto, l’investimento in tali settori implicherebbe naturalmente anche un aumento dell’occupazione femminile, con benefici effetti sulla dinamica economica e sui livelli di contribuzione.

Pure in questo caso, possiamo superare la logica dei bonus e tornare ad investire sui servizi non solo a gestione pubblica? Anche, ma mettendosi in condizione di verificare qualità ed efficacia. Molto ci sarebbe da dire su questo punto.

 


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