Donne e uomini nelle istituzioni locali

il 8 marzo 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Il Pd di Savona ha promosso per oggi un incontro seminariale in preparazione delle prossime elezioni amministrative. La parità di genere nelle liste per le Comunali è uno degli argomenti.
Mi è stato chiesto di intervenire su questo argomento. Questo lo schema delle cose che ho detto. Riflessioni a margine della giornata internazionale della donna e del dibattito parlamentare sulla legge elettorale

1) Partiamo dai “fondamentali”:
* democrazia: la popolazione è fatta per metà di uomini e per metà di donne: chi amministra, decide, fa le leggi, deve assomigliare, il più possibile, alla popolazione che rappresenta; anche questo è un fatto di elementare democrazia
* la lontananza della politica dalle persone (qualcuno la chiama “antipolitica”): si manifesta, tra l’altro, nell’astensionismo, più alto tra le donne che tra gli uomini. Ricerche dimostrano inoltre che esiste un “divario di interesse” tra uomini e donne verso la partecipazione alla politica (che cresce con l’età, ad es.: tra 45 e 55 anni le percentuali sono 78,9 per gli uomini e 66,5 per le donne)
Se le donne elettrici sono più “lontane” degli uomini, c’è ragione (necessità/utilità) di recuperare questa distanza. Candidare più donne significa dare alle donne una ragione di più per votare.
* la Costituzione:
- sancisce la pari dignità sociale e l’uguaglianza i tutti i cittadini senza distinzione di sesso;
- stabilisce un principio di uguaglianza sostanziale che impegna la repubblica a “rimuovere gli ostacoli” che limitano la libertà e l’uguaglianza;
- prevede l’adozione di appositi provvedimenti per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne.
Fare in modo che tutto questo accada serve a difendere e ad attuare la Costituzione.

2) un lungo cammino: dalla “parità” alle “pari opportunità” al “valore della differenza”
un cammino che inizia solo 100 anni fa: le donne, come cittadine, nascono nel secolo scorso: in Europa acquistano diritti di cittadinanza per la prima volta in Finlandia del 1906; in Italia il suffragio universale nel 1946

3) un cammino non lineare: le condizioni concrete, economiche e sociali influenzano anche la partecipazione politica: e poi contano anche alcune “qualità/limiti”, ad esempio: preferire “fare cose utili”; non abitudine ad esercitare potere, ecc.

4) da questo lungo cammino:
a) una cultura che si è evoluta, un senso comune in cui si sono sedimentate nuove sensibilità, insieme a persistenti pregiudizi, incrostazioni, esiti (più o meno tragici) del senso di perdita di potere, di ruolo, degli uomini
b) nuove regole, strumenti:
tra questi le norme che regolano la garanzia della rappresentanza di genere nelle istituzioni, ed in particolare nelle istituzioni locali: uno strumento di innovazione del “personale politico”, uno strumento di rinnovamento nella classe dirigente locale (“sono più le donne in gamba che sostituiscono uomini mediocri che donne mediocri che sostituiscono uomini in gamba”)

5) le nuove regole per l’elezione dei consigli comunali:
- obbligo di avere almeno un terzo di donne nelle liste (se non ci fosse obbligo, quella percentuale non sarebbe raggiunta nella maggior parte dei casi)
Le sanzioni per la violazione di questa norma hanno un cogenza “crescente”, al crescere della dimensione dei comuni: decidiamo di applicare la norma anche quando non c’è una sanzione? – doppia preferenza di genere: fa sì che il numero maggiore di donne elette rispetto al totale dei candidati non si ottenga “scavalcando” uomini che abbiano più consenso, in virtù di quote garantite; con la “doppia preferenza di genere” le donne, insieme agli uomini, vengono SCELTE

6) queste nuove regole sono state sottovalutate e poco valorizzare nella scorsa tornata elettorale negli enti locali. Vanno riprese e rilanciate nella prossima competizione amministrativa.

7) ma… le nuove regole hanno funzionato, dove applicate? Pare proprio di sì
Ad esempio, la rappresentanza femminile nei consigli comunali del 16 capoluoghi al voto nel 2013 è raddoppiata in valore assoluto rispetto alle elezioni comunali precedenti, ed è passata dall’11,2% al 27,9% sul totale dei consiglieri: questo andamento ha riguardato, con differenze non abissali, tutte le aree del paese e le diverse forze politiche

8) è aperta la discussione su come il Parlamento italiano saprà darsi una nuova legge elettorale rispettosa della parità di genere: la battaglia, trasversale tra i diversi gruppi politici e sostenuta con forza dalle donne del Pd, è in corso in queste ore. #questomurononèunaporta


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