Durc: il mio ordine del giorno alla Camera

il 23 aprile 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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AC 2208-A
ORDINE DEL GIORNO
La Camera,
premesso che
l’art. 4 del Decreto si propone di intervenire sulle modalità di verifica della regolarità contributiva delle imprese per l’attestazione dell’assolvimento degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile;
questo costituisce un significativo intervento di semplificazione e di riduzione di adempimenti burocratici da parte delle imprese, con criticità lamentate anche da parte delle stazioni appaltanti;
l’art. 4 rinvia ad un decreto interministeriale, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto – legge, con il quale saranno definiti i requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica, nonché le ipotesi di esclusione;
la semplificazione ottenuta mediante la cosiddetta “smaterializzazione” non deve compromettere in alcun modo la funzione dello strumento del Documento unico di regolarità contributiva per la tutela degli interessi degli istituti preposti alla riscossione dei contributi stessi, dei lavoratori assicurati e della concorrenza leale tra imprese;
il successo dell’operazione di semplificazione dipenderà molto dalla completezza, correttezza e tempestività di inserimento dei dati relativi alla situazione contributiva di ciascuna azienda;
è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 165 del 16 luglio 2013 il Decreto ministeriale che permette di portare in compensazione i crediti vantati nei confronti delle PA da parte delle imprese, con il fine di ottenere il rilascio del DURC. Nella nuova procedura di verifica telematica della regolarità contributiva è necessario prevedere modalità con le quali si acquisirà anche la certificazione che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili e di importo almeno pari agli oneri contributi previdenziali, assistenziali ed assicurativi accertati e non ancora versati;
la verifica della regolarità in tempo reale riguarda i pagamenti scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata e ove sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive; poiché la norma prevede che anche l’impresa possa verificare la corrispondenza dei dati contenuti nelle banche dati alla propria reale situazione, è opportuno che le eventuali richieste di rettifica avvengano all’interno tale periodo, affinché all’atto dell’interrogazione telematica eventuali errori risultino già corretti;
la risultanza dell’interrogazione ha validità 120 giorni, ai quali si sommano i due mesi previsti al comma 2. lettera a); per appalti per cui i tempi tra la produzione dei requisiti per la partecipazione alla gara e liquidazione finali siano contenuti entro sei mesi, la liquidazione potrebbe avvenire in assenza di regolarità contributiva: è opportuno che, in questi casi, sia effettuata una ulteriore interrogazione prima della liquidazione finale;
la semplificazione della procedura può rende non più utile la modalità dell’autocertificazione per lavori di importo limitato
impegna il Governo
a provvedere, nei tempi ristretti indicati nell’art.4, alla adozione del previsto decreto interministeriale, al fine di garantire piena applicabilità ed efficacia alle disposizioni del provvedimento, e certezza delle regole sia per le imprese, sia per le stazioni appaltanti;
ad adoperarsi affinché gli Istituti interessati si mettano in condizione di aggiornare le banche dati e di assicurare la correttezza dei dati inseriti, oltre che di operare in integrazione e riconoscimento reciproco;
ad inserire nelle ipotesi di esclusione tutte le situazioni nelle quali la modalità di interrogazione telematica non sia in grado di garantire la certezza della correttezza e trasparenza della condizione dell’impresa;
a confermare, tra le cause non ostative al rilascio del Durc, quelle previste nel Decreto del Ministero del lavoro e della Previdenza Sociale del 24 ottobre 2007, all’art. 8, in particolare per quanto riguarda i casi in cui si verifichi uno scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate, fermo restando l’obbligo del versamento dell’importo dovuto entro un tempo definito, eventualmente prevedendo un meccanismo di aggiornamento periodico dell’importo massimo oggi previsto come soglia ammessa;
ad accompagnare la riduzione degli adempimenti formali con un il rafforzamento degli strumenti necessari ad evitare comportamenti elusivi, la pratica del “massimo ribasso”, la non osservanza dei contratti e la mancanza dei necessari requisiti di qualità delle opere eseguite o dei servizi forniti.

On. Anna GIACOBBE

aggiornamento 23 aprile ore 18

L’ordine del giorno sul durc è stato accolto dal governo con riformulazione: dopo “impegna il governo” aggiungere “a valutare la possibilità di” e tutti in capoversi successivi è cancellata la preposizione “a” o “ad”


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