Emendamento spiagge: per saperne di più

il 20 luglio 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Oggi si è svolta la conferenza stampa del gruppo Pd alla Camera sull’emendamento al “decreto enti territoriali” approvato in Commissione bilancio della Camera in merito alla proroga delle concessioni demaniali marittime, dopo il pronunciamento della Corte Europea di Giustizia dei giorni scorsi. Il decreto arriverà in Aula domani, per poi passare al Senato per l’approvazione definitiva e la conversione entro la pausa estiva (ultima data per la conversione è il 23 agosto).
Entro breve inoltre il Governo approverà il progetto di legge delega sul demanio marittimo in Consiglio dei ministri per incardinarlo in Parlamento. Il sottosegretario Sandro Gozi il 21 avvierà il confronto con l’Unione europea e proseguirà al contempo il confronto con le categorie economiche.
Il collega Arlotti “Stiamo andando avanti come preannunciato per una soluzione definitiva che dia al settore balneare le giuste opportunità di innovazione e valorizzazione degli investimenti, rendendo sempre più attrattive le nostre destinazioni turistiche.
L’emendamento rende validi i rapporti già instaurati e pendenti, ovvero le concessioni in atto degli stabilimenti balneari, “nelle more della revisione e del riordino della materia in conformità ai principi di derivazione comunitaria”, per “garantire certezza alle situazioni giuridiche in atto, e assicurare l’interesse pubblico all’ordinata gestione del demanio”. Lo stesso emendamento elimina l’attuale termine del 30 settembre 2016, entro il quale, in base a quanto stabilito dalla legge di Stabilità 2016, sarebbe dovuta arrivare la riforma del comparto dei canoni demaniali marittimi. Il termine temporale viene ad essere la nuova riforma delle spiagge con i decreti attuativi.

Come era prevedibile la Corte di Giustizia europea ha bocciato le proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime e lacustri per l’esercizio delle attività turistico-ricreative, ribadendo che nessuna concessione può essere affidata senza una procedura di selezione pubblica, imparziale e trasparente.Tuttavia la Corte di Giustizia, diversamente da quanto sostenuto dall’avvocato generale della Corte stessa e come invece sostenuto dal Governo italiano, ha riconosciuto che l’articolo 12 della direttiva Bolkestein consente agli Stati membri di tener conto, nella procedura di selezione, di motivi imperativi di interesse generale quali, in particolare, la necessità di tutelare il legittimo affidamento dei titolari delle autorizzazioni, permettendo loro di ammortizzare gli investimenti effettuati che però non possono giustificare una proroga automatica.
Voglio in primo luogo ricordare che la Direttiva Bolkestein concretizza la libertà di stabilimento e i principi di non discriminazione e di tutela della concorrenza.
La Corte di Giustizia Europea ha emesso una sentenza in cui afferma che le PROROGHE ostano , ovvero sono di ostacolo, di impedimento, in quanto procurano un danno alle imprese con sede in un altro stato membro. Quindi il rilascio di autorizzazioni relative allo sfruttamento del demanio marittimo e lacustre deve essere soggetto a una procedura di selezione tra potenziali candidati e deve garantire IMPARZIALITA’, TRASPARENZA E ADEGUATA PUBBLICITA’.
Per la Corte l’art 12 della Direttiva consente agli stati membri di tener conto nello statuire la procedura di selezione di MOTIVI IMPERATIVI di interesse generale quale la necessità di tutelare il LEGITTIMO AFFIDAMENTO dei titolari delle autorizzazioni per permettere di ammortizzare gli investimenti effettuati
La Corte sottolinea inoltre che spetta al giudice nazionale verificare, ai sensi della applicazione della direttiva, se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali
Da questo punto di vista ritengo importante che nelle prossime ore il governo vari il testo di legge delega per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime ad uso turistico e ricreativo e che tale legge delega contenga elementi che consentano di cogliere tutti i margini previsti nel dispositivo della sentenza e che attivi immediatamente il negoziato per il periodo transitorio.
Nell’immediato abbiamo messo in salvaguardia la continuità delle attività degli attuali concessionari, nelle more dell’approvazione della legge delega.

Art. 24 DL 113/2016
“3 septies. NELLE MORE DELLA REVISIONE E DEL RIORDINO DELLA MATERIA IN CONFORMITA’ AI PRINCIPI DI DERIVAZIONE COMUNITARIA PER GARANTIRE CERTEZZA ALLE SITUAZIONI GIURIDICHE IN ATTO, ED ASSICURARE L’INTERESSE PUBBLICO ALLA ORDINATA GESTIONE DEL DEMANIO SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA’,, CONSERVANO VALIDITA’ I RAPPORTI GIA’ INSTAURATI E PENDENTI IN BASE ALL’ART 1, COMMA 18, DEL DL 30 DICEMBRE 2009, N 194, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI,DALLA LEGGE 26 FEBBRAIO 2010, N 25
3 octies. ALL’ART 1,COMMA 484, DELLA LEGGE 28 DICEMBRE 2015, N 208, AL PRIMO PERIODO, SONO SOPPRESSE LE PAROLE “ALLA DATA DEL 30 SETTEMBRE 2016, ENTRO LA QUALE SI PROVVEDE” E LE PAROLE “IL RILASCIO”.
CONSEGUENTEMENTE, SOSTITUIRE LA RUBRICA CON LA SEGUENTE: “MISURE URGENTI PER IL PATRIMONIO, LEATTIVITA’ CULTURALI E TURISTICHE”

La legge delega deve prevedere un primo congruo periodo transitorio da negoziare con la Commissione europea per l’applicazione della disciplina di riordino ( Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi il 21 cm sarà in Europa per iniziare il confronto con la Commissione Europea)
Deve altresì prevedere i criteri per stabilire il valore delle imprese tenendo conto degli investimenti realizzati, del valore commerciale e dell’avviamento.
Deve essere tenuta in considerazione la professionalità e l’esperienza acquisita dagli attuali concessionari (come avvenuto in altre attività economiche) e deve fissare criteri e modalità di affidamento delle concessioni, che consentano alle Regioni di fissare i limiti minimi e massimi di durata delle stesse e il numero massimo di concessioni di cui un operatore economico può essere titolare di concessione.
Deve prevedere la clausola di salvaguardia sociale per i lavoratori del settore.
Deve prevedere la revisione dei canoni concessori superando l’attuale sistema OMI con l’applicazione di valori tabellari al fine di ristabilire equità dei canoni e risolvendo i contenziosi in essere coi cosiddetti pertinenziali.
Abbiamo di fronte una grande sfida che può, anzi deve, diventare una grande opportunità per la nostra economia turistica balneare e per le oltre 30 mila imprese e circa 500 mila addetti che, grazie alla loro intraprendenza, possono offrire servizi rilanciando il turismo nel nostro paese.


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