Eravamo nella sede del Pd, con Livio e non solo.

il 10 gennaio 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Bella, ora; una bellezza quasi imposta ai vecchi muri di quella sezione del Pci: così l’ha voluta soprattutto Giancarlo, e chi ha lavorato con lui, artigiani e artisti.
Da venerdì sera, ne sono certa, andando lì non troverò più solo le (poche) persone straordinarie che nei mesi passati si incontravano andando in via Sormano, e prima in via Untoria (anch’io ci vado poco: e comunque ho scelto di avere lì l’”angolo di mondo” in cui fare il mio lavoro quando sono a Savona): molti di quelli che erano lì torneranno a farne un luogo di incontro e di lavoro.
Trovarsi nella sede del Pd a parlare di cose da fare, di idee e di progetti: è anche quello un modo per ridare credito a luoghi che hanno rischiato di perdere senso e valore; per ridare senso e valore a relazioni politiche ed umane, tra persone che non la pensano necessariamente allo stesso modo, ma che hanno cose da dirsi, e cose da fare insieme. Il Pd, appunto. Per questo non ci siamo sentiti affatto di avere il partito “contro”; ma neppure di essere “senza” il nostro partito.
Ci aveva invitati Livio di Tullio per raccontarci che pensa di poter essere candidato a fare il sindaco di Savona, che ha idee e progetti e che li vuole condividere prima di tutto con chi ha scelto, nonostante tutto, di appartenere alla comunità politica dei Democratici.
E’ un altro modo di provare a tenere insieme quella comunità e renderla protagonista di una nuova stagione di governo di Savona: preferisco questo modo, rispetto alla ricerca, che alcuni, credo in buona fede, si ostinano a fare, del Nome, della persona che di per sé sarebbe in grado di metterci tutti d’accordo, prima e a prescindere dal confronto con la città, i problemi, le attese, le inquietudini cha la attraversano.
Quelle attese, inquietudini, problemi materiali, senso di solitudine per molti, derivano da cambiamenti profondi, dalla perdita di riferimenti ideali e materiali che Savona aveva nel passato.
L’avvenire non si costruisce “tornando” a qualcosa, ma scegliendo l’innovazione: nell’uso dei luoghi e degli spazi; nella scelta di superare i confini di ogni singolo Comune per risolvere problemi complessi; nelle relazioni tra le diverse generazioni, i giovani e gli anziani, tra le genti diverse che vivono qui, tra le donne e gli uomini.
Innovazione che sa fare tesoro dell’esperienza e della capacità di amministrare. Che si nutre della generosità umana e politica delle persone. Che parte dall’esperienza di questi anni, in cui non solo si è amministrato bene nelle condizioni date, ma soprattutto si è seminato per l’avvenire.
Nessuno ce la fa da solo. E certo non si mettono insieme facilmente sensibilità e rappresentanze di parti diverse della società. In ogni caso, non è più il tempo del “mettersi d’accordo” tra pochi e senza un rapporto trasparente con le persone e le comunità.
E a proposito di di Tullio: bene che qualcuno dica cosa pensa di fare e si metta a disposizione. Ci daremo regole per discutere e per scegliere. Insieme.
Nel frattempo lavorerò con Livio, e con tutti quelli che lo vorranno fare, a costruire il progetto per Savona.
Con Livio. Conosco quel ragazzo da un pezzo; può essere la persona giusta.
#lavorincorso
#conlivioenonsolo


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