Esodati: domani incontro a Roma per il punto

il 6 maggio 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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L’incontro che si terrà domani tra il ministro Poletti, le Commissioni Parlamentari Bilancio e Lavoro e l’INPS è molto importante ed è stato fortemente voluto dai componenti della Commissione Lavoro della Camera per poter finalmente fare il punto sulla situazione degli esodati, sui numeri e sulle coperture necessarie.
Il Parlamento è intervenuto più volte, a partire dal momento stesso in cui fu approvata la manovra Fornero sulle pensioni, per salvaguardare coloro che avevano perso il lavoro, per effetto di accordi di mobilità o di licenziamenti individuali o per scadenza dei loro contratti, e si erano visti sottrarre improvvisamente dalla modifica delle norme previdenziali la possibilità di andare in pensione.
Anche in Liguria, come nelle altre regioni, il numero di lavoratori e lavoratrici da tutelare è ancora significativo, circa la metà del totale degli interessati; fa piacere che la Regione, che qualche mese fase diede un messaggio rassicurante sulla “soluzione” del problema nel nostro territorio, torni con preoccupazione sull’argomento, insieme al Comitato Esodati costituitosi anche in Liguria; a conferma del fatto che il problema c’è. I parlamentari del Pd, a partire da chi, come la sottoscritta, è nella Commissione Lavoro, hanno lavorato in questi mesi, con insistenza quotidiana, posso dire, per trovare una via d’uscita per chi ancora è considerato “esodato” e non salvaguardato, con una propria proposta di legge, poi con la formulazione di un testo condiviso da tutti i gruppi. Correggere le contraddizioni e le interpretazioni restrittive dei provvedimenti precedenti, dare copertura a chi matura i requisiti per la pensione a partire dall’inizio del 2015, questo in sintesi il contenuto.
È proprio la possibilità di realizzare questi obiettivi l’oggetto dell’incontro di domani, che si propone di superare, con la presenza di tutti i i soggetti interessati, una situazione nella quale il “passaggio di palla” tra Ministero, Inps, Ragioneria Generale dello Stato, ecc. ecc. non ha consentito di definire quantità e copertura dei costi dell’operazione.
Non dimentichiamo le situazioni particolari quali quelle degli insegnati, la cosiddetta “quota 96”, in procinto di andare in pensione dal 2012 e bloccati al lavoro da quello che è niente più di un errore della Fornero, o dei macchinisti delle ferrovie.
Nello stesso tempo abbiamo lavorato per affrontare il fatto che, con questo sistema previdenziale, il problema esodati è destinato a riprodursi nel futuro: persone troppo “vecchie” per lavorare e troppo giovani per andare in pensione e non più coperte da ammortizzatori sociali: una condizione particolarmente penalizzata è quella delle donne. Solo una modifica della legge Fornero che ripristini una flessibilità nel passaggio da lavoro a pensione può risolvere questo problema: anche su questo argomento i deputati del Pd hanno presentato, già nella scorsa legislatura, una proposta di legge, che consenta di andare in pensione, con piccole penalizzazioni coloro che hanno almeno 62 anni di età e 35 di lavoro, e senza penalizzazioni chi abbia più di 41 anni di contributi.
A proposito di coperture finanziarie, nessuno si nasconde le difficoltà, ma il risanamento finanziario del Paese è stato ottenuto, per una quota molto significativa, grazie alla gigantesca “revisione della spesa“ che è stata la “manovra Fornero” sulle pensioni, ottanta miliardi di euro in dieci anni. Ora almeno una quota di quelle risorse deve ritornare alla previdenza per rimediare ai danni più gravi e ridare sostenibilità economica e sociale al sistema


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