Esodati e Quota 96: urgono soluzioni

il 12 febbraio 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Sono ancora circa 49.000 gli “esodati”, cioè i lavoratori che, per affetto dell’innalzamento repentino dei requisiti per il pensionamento previsto dalla “manovra” del 2011, si trovano ancora oggi senza lavoro e senza pensione.

Nel frattempo si è sostanzialmente bloccato il ricambio generazionale, nei settori privati ed ancor più nella pubblica amministrazione.

Va detto, inoltre, che quei provvedimenti sulla previdenza sono stati particolarmente pesanti per le donne, che si sono viste allungare la vita lavorativa per periodi sino a sei-sette anni, e per coloro che hanno iniziato a lavora molto giovani.

Di fronte a tutto questo è necessario riaprire un “cantiere previdenza”, rimettere mano alla “manovra Fornero” per rendere flessibile l’uscita dal lavoro verso la pensione e per dare alle giovani generazioni prospettive previdenziali certe, oltre che maggiori spazi per trovare un lavoro.

Per gli “esodati” è ormai urgente una “settima salvaguardia”, con lo slittamento, intanto, di un ulteriore anno della decorrenza della pensione per l’accesso alla salvaguardia e l’estensione a lavoratori e lavoratrici in mobilità da aziende fallite o in mobilità edile: ed inoltre, soluzioni per il personale della scuola di “ quota 96” e per gli operatori addetti all’esercizio ferroviario, superamento, anche oltre il 2017, delle penalizzazioni per l’accesso alla pensione prima dei 62 anni.

Sono questi gli obiettivi del gruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.

Ci sono proposte di legge del Pd già presentate e altre che saranno depositate nei prossimi giorni.

La nostra Capogruppo PD Luisa Gnecchi ha inoltre promosso una indagine conoscitiva sugli effetti dei provvedimenti  previdenziali sulla condizione delle donne.

Soprattutto, intendiamo incalzare il Governo affinché, dalle dichiarazioni positive del Ministro Poletti nelle settimane scorse, si passi ad un confronto stringente per individuare le risorse e costruire le soluzioni necessarie, anche attraverso un processo graduale, ma certo.


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