Esodati: gli obiettivi dopo la 6° salvaguardia

il 8 luglio 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Ieri ho partecipato all’ incontro che si svolto a Genova tra il Comitato Esodati della Liguria e una rappresentanza dei parlamentari liguri.
La “sesta salvaguardia”, approvata la scorsa settimana alla Camera, passa al vaglio del Senato. Tra poche settimane sarà legge dello Stato; altre 32.100 persone rimaste senza lavoro nel 2011, a ridosso dell’entrata in vigore della nuove pesanti regole previdenziali della manovra Fornero, potranno andare in pensione. Altre rimangono ancora in attesa, in situazioni davvero difficili. Da qui a fine anno dovremo discutere su come arrivare ad una soluzione definitiva, non solo per queste persone, ma anche per modificare la legge Fornero e ridurre la pesantezza e l’assenza di qualsiasi flessibilità dei requisiti per andare in pensione.
Ma c’è un altro lavoro che ci attende, anche nel nostro territorio, molto concreto: dobbiamo arrivare a due risultati:
1) tutti coloro che hanno acquisito il diritto ad andare in pensione, con i diversi provvedimenti di salvaguardia, devono poterlo esercitare davvero, evitando che le persone meno informate e quindi meno difese, abbiamo un grave danno; inoltre è importante che le persone ricevano informazioni precise sulla loro situazione e che le procedure siano semplificate al massimo;
2) realizzare un “censimento” realistico di tutti quegli esodati che ancora non sono stati salvaguardati: l’obiettivo è duplice: da un lato provare ad uscire dal circolo vizioso della sovrastima dei dati e quindi delle necessarie coperture finanziarie e di conseguenza della fissazione di “paletti” che escludono parte degli interessati; dall’altro mantenere un rapporto con le persone che non hanno ancora risolto il proprio problema, non lasciarle sole, non spegnere i riflettori sulla loro difficile situazione.
Per fare queste cose, è importante, una volta approvata definitivamente la norma per la sesta salvaguardia, che le sedi dell’Inps lavori al meglio, che i Patronati e i Sindacati siano messi in condizione di operare bene e collaborino anche a quel lavoro di “censimento” e di contatto con le persone che mi permetto di proporre come compito per tutti noi. Pure i servizi sociali dei Comuni possono essere coinvolti, oltre al gruppo di esodati che si è costituito in Comitato anche in Liguria.
Tutto questo sarà molto utile anche a noi che in Parlamento dovremo affrontare la discussione con il Governo sulle scelte future, sulle modifiche alla “legge Fornero” e sulle risorse necessarie per farlo: dobbiamo realizzare maggiore giustizia per i lavoratori anziani, ma anche aprire opportunità di ricambio e di nuovo lavoro per i giovani.


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