Esodati: un’ingiustizia a cui rispondere

il 25 giugno 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Gli “esodati” liguri che ancora non sono stati tutelati dai provvedimenti di salvaguardia dei mesi scorsi potrebbero essere circa 1500/2000; i lavoratori anziani che hanno perso il lavoro prima e dopo il 2011, solo a Savona, sono più di 1500 (tanti gli over 60 iscritti ai Centri per l’impiego). Sta in questi numeri l’attesa, anche in Liguria, di quello che succederà in questa settimana nella Commissione Lavoro , che incontrerà il Ministro Poletti domani, e lunedì 30 in Aula.
Abbiamo lavorato in questi mesi per costruire soluzioni sia per chi è rimasto senza lavoro a ridosso dell’emanazione della Fornero (fine 2011) e senza pensione perché quella legge ha spostato di molti anni la possibilità di andare in pensione; sia per affrontare il problema di coloro che, anche negli anni successivi, si sono trovati e si troveranno in condizioni analoghe.
Oggi ci sono le condizioni per fare solo un passo di questo cammino: usando risorse che ci sono, altre 32.000 persone (88.000 già sono state salvaguardate dai provvedimenti precedenti), e quindi, mal contate, più di 700 in Liguria, potranno avere una soluzione. Solo un passo, ma nella direzione giusta.
E’ necessario anche che siano rimosse le penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni; e ci sono veri e propri “errori” della legge, quelli che riguardano i macchinisti delle ferrovie e gli insegnati cosiddetti “Quota 96” (ora, in realtà, la loro “quota” è 100), da rimediare.
Vogliamo fare questi passi ora, e tenere aperta, da qui a fine anno, la possibilità (e la battaglia) per una soluzione definitiva.
Ma a pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno il Ministero dell’Economia e la Ragioneria Generale dello Stato, quelli che devono dire che i soldi per fare almeno quei “passi” parziali ci sono, rinviano e tentennano. E in buona parte si tratta di residui non utilizzati delle precedenti “salvaguardie”; quei denari sono di chi non ha né lavoro né pensione, per loro devono essere usati.
Noi sosteniamo lo sforzo che il Ministro Poletti sta facendo per arrivare alla soluzione. Tutto il Governo deve sapere che ci giochiamo qualcosa di più della credibilità di ciascuno di noi; chi è in quella situazione non solo vive una condizione materiale difficilissima, ma prova un senso di ingiustizia profondo, al quale chi ha la nostra visione del mondo e della società deve saper rispondere.


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