Governance dei porti: emendamenti al Disegno di legge

il 14 luglio 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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La definizione della nuova governance dei porti verrà affidata ad un decreto legislativo previsto dal disegno di legge delega sulla P.A.

E’ del tutto discutibile che questo sia lo strumento più corretto, e più solido dal punto vista formale, per un intervento che modifica la riforma portuale: va ricordato che il provvedimento di revisione della legge 84/94 aveva iniziato il proprio iter parlamentare al Senato e lì è stato bloccato.

In ogni caso, con l’arrivo in aula della legge delega sulla P.A., ho pensato che fosse utile condividere l’iniziativa di Alberto Pagani e di altri colleghi di presentare alcuni emendamenti.

Quello che mi interessa, anche attraverso questa strada, è sottolineare due punti, contenuti negli emendamenti in questione:

* va riaffermato con chiarezza il ruolo degli enti locali e le loro prerogative, che paiono del tutto marginali, o  assenti, nelle ipotesi che sono circolate;

* se lo schema che si intende seguire, pur discutibile, è quello della rete europea dei porti core, allora va assunta pienamente la logica di sistema logistico-portuale, comprendendo anche gli interporti inseriti in quella rete: in Liguria l’unico interporto riconosciuto tale dalla normativa nazionale in materia, e considerato core a livello europeo, è quello del porto di Savona-Vado.

Le cose importanti rimangono soprattutto:

- il completamento  degli investimenti previsti per il porto di Savona Vado e per il suo collegamento alla rete autostradale e ferroviaria;

- la possibilità per chi rappresenta la comunità locale di intervenire davvero nel governo del porto, della sua relazione con la città, delle risorse che si producono e che devono tornare per una quota al territorio


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