Il 30 aprile un voto per capire, cambiare e riunirci

il 4 aprile 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Nei giorni scorsi si sono svolti i congressi nei Circoli del Pd.

In provincia di Savona hanno partecipato quasi mille iscritti. Non è poco, di questi tempi. Nessun altro partito lo fa.

La presenza di una alternativa valida ha reso questo confronto utile: la candidatura di Andrea Orlando ha animato la discussione con i sostenitori di Renzi, segretario uscente.

Abbiamo fatto i conti anche con il calo di iscritti di questi anni: una emorragia significativa. Il nostro partito, proprio perché è il solo che riesca a mettere in moto così tanta attenzione e partecipazione, merita di rappresentare e tenere insieme tante persone, con storie e sensibilità diverse, perché solo così si fa un grande partito (e un partito grande)

Dobbiamo tornare ad essere il partito di chi ce la fa, ma soprattutto di chi “invece no”. Perché altrimenti non siamo più noi.

Vogliamo essere un partito grande: ma “da soli non si può”. Noi ci proponiamo di costruire un campo largo di centro sinistra, della sinistra che vuole il cambiamento e che accetta la sfida del governo, sollecitando anche altri ad organizzare questo campo, a scegliere questa strada. Così possiamo proporci di governare bene, e di  contrastare populismi e politiche di destra e conservatrici: e non dicendo “andiamo da soli” e poi vediamo cosa succede.

Questioni che interessano gli iscritti, ma non solo loro: per questo il prossimo 30 aprile anche gli elettori saranno chiamati a decidere quale cammino e quale guida si dovrà dare il Pd.

Di seguito, vi ripropongo qualche approfondimento sugli argomenti che mi spingono a sostenere #AndreaOrlandoSegretario del Pd

1) Cambiare il Pd, fare prevalere l’unità sulla divisione, la costruzione di un campo largo di centro sinistra sull’illusione dell’autosufficienza; riflettere su quello che ci ha insegnato la prova del referendum del 4 dicembre, su quello che ci dice la condizione concreta delle persone. Di questo abbiamo bisogno.

Non abbiamo “sbagliato tutto”, anzi; ma nonostante il “buon governo” le persone che hanno più difficoltà, che sono più insicure, e i più giovani, ci sentono lontani: non li rappresentiamo. Un partito di centro sinistra deve rappresentare anche loro, altrimenti diventa un’altra cosa.

Se le persone reagiscono con rabbia e chiusura alle difficoltà che vivono, si aspettano ascolto e soluzioni, non che gli facciamo la predica, o che gli parliamo del merito di chi “ce la fa”.

2) Se diciamo alle persone che la crisi è passata, ci risponderanno “sarà passata per te”: perché anche i dati positivi sono medie tra situazioni che stanno crescendo di più e situazioni ferme o che ancora vanno indietro. La riduzione di reddito e di status ha colpito fasce di popolazione di “ceto medio”. E’ cresciuta la povertà assoluta, ma anche il numero di coloro che si sono impoveriti, che stanno comunque peggio.

Abbiamo ereditato dall’esperienza precedente  della nostra storia politica l’idea che la competizione potesse selezionare il meglio, che il mercato si sarebbe regolato da solo: dobbiamo andare oltre quell’errore, che arriva da prima di questi ultimi quattro anni. Non c’è una pellicola da riavvolgere di qualche anno per “tornare” a qualcosa. Dobbiamo andare avanti, oltre i nostri errori dell’altro ieri e di ieri, e soprattutto capire cosa sia utile oggi

3) Il partito democratico può essere ancora una organizzazione vera, un intellettuale collettivo, e non una somma di comitati elettorali: ci vuole un segretario che se ne prenda cura. Il candidato premier deve essere un altro, e va scelto con le primarie del centro sinistra.

La vocazione maggioritaria rimane una vocazione, se ci illudiamo che un partito da solo possa rappresentare una maggioranza vera degli elettori ed essere per questo in grado di governare.

Certo, vogliamo essere un grande partito, non uno tra i tanti segmenti del centro sinistra. Ma non riusciremo a bastare a noi stessi: se non ricostruiamo un campo politico largo di centro sinistra, fatto dal Pd e da altri, connotato dai valori dell’uguaglianza, della libertà e della solidarietà e da un programma politico condiviso, siamo destinati a non avere la forza di governare, siamo destinati a perdere.

4) Un sistema tendenzialmente più proporzionale, in assenza di un’alleanza forte di centro sinistra, ci condanna alla ingovernabilità o all’alleanza con Berlusconi: se pensiamo di andare avanti da soli, ci troveremo in quella compagnia.

Il fenomeno Cinquestelle è destinato a durare, a resistere anche ai loro errori e ad alcuni, non tutti, fallimenti nelle città che amministrano.

Non si riduce la loro forza semplicemente criticandone i comportanti, di solito orribili, né rincorrendoli sul loro terreno, ma proponendo alle persone e alle comunità un altro modo, il nostro, di affrontare istanze reali, delle quali loro si occupano, proponendo pessime soluzioni, ma dando rappresentanza ad un disagio vero

Non c’è un fronte anti-sistema, i Cinquestelle, la Lega, a cui contrapporci come difensori del sistema, magari in  compagnia del centro destra.

Noi vogliamo cambiarlo il sistema, siamo davvero dei riformatori: difendiamo la democrazia solo cambiando il sistema di potere, il dominio della finanza e della burocrazia, sanando “le fratture profonde nella società italiana”, che  “delegittimano le istituzioni rappresentative”, per usare le parole, citatissime in questi giorni, di Alfredo Reichlin.

Con il voto del 30 aprile alle “Primarie Pd” i nostri elettori potranno fare una scelta di continuità confermando Renzi alla guida del partito, di conservazione: penso che sia una scelta sbagliata, perché ci sono cose che, alla prova dei fatti, non stanno funzionando, soprattutto  non convincono gli elettori.

Oppure potremo insieme sforzarci di CAPIRE e CAMBIARE quello che va cambiato: non per colpirci tra di noi, o rinfacciarci errori, ma per RI-UNIRCI, per essere  “un” partito, capace di tenere insieme anche altre forze, ricostruire legami che si sono spezzati con parti della società, realizzare un progetto condiviso di cambiamento.

 Con #AndreaOrlandoSegretario

Risultati delle primarie dei circoli della provincia e raffronti con il 2013


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