Il decreto 90 convertito in legge: le mie considerazioni

il 7 agosto 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Abbiamo votato la fiducia e approvato definitivamente la legge di conversione del decreto 90 sulla Pubblica Amministrazione.
La Commissione lavoro ha dato un parere positivo, nonostante tutto, con una serie di condizioni che sono anche le motivazioni del voto favorevole in aula di molti di noi.
Riporto il testo del parere; nel suo burocratese, dice cose su “quota 96”, penalizzazione per i lavoratori “precoci” e pensioni per i familiari delle vittime del terrorismo.
Il rammarico più grosso è di avere dovuto concentrare tanta attenzione sui temi previdenziali contenuti in questo provvedimento, con magri risultati, e di essermi occupata poco, e poco avere comunicato, degli altri contenuti del decreto, delle questioni della riforma della pubblica amministrazione. Anche lì “luci ed ombre”; ma è questione di primaria importanza.
Ci sarà occasione, in autunno, con la discussione sul disegno di legge delega sulla P.A.

PARERE FAVOREVOLE
con la seguente condizione:
si provveda a riprendere i contenuti delle disposizioni modificate dal Senato della Repubblica inserendole nel quadro di provvedimenti organici e reperendo le risorse necessarie ad una loro adeguata copertura finanziaria, al fine di:
a) stabilire, entro l’avvio del prossimo anno scolastico, che i requisiti per il pensionamento previsti dalla normativa antecedente all’entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011 continuino ad applicarsi ai lavoratori della scuola che abbiano maturato gli stessi requisiti entro l’anno scolastico 2011/2012;
b) considerare, anche nel quadro di futuri interventi in materia previdenziale di più ampia portata, da realizzare nella prossima legge di stabilità, le disposizioni in materia di non applicazione delle riduzioni percentuali del trattamento previdenziale ai fini dell’accesso al pensionamento anticipato, limitatamente ai soggetti che maturino il requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, prescindendo dalla verifica della effettiva prestazione di lavoro;
c) adottare interventi in materia di benefici per le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, anche al fine di superare le criticità che si pongono nell’applicazione della normativa vigente


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