Il lavoro è una cosa seria

il 6 aprile 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Abbiamo convertito in legge il decreto del Governo che cancella i voucher. Il decreto attua un intervento netto, tranciante, con l’obiettivo di dare una soluzione legislativa “inattaccabile”, alle questioni poste dei referendum abrogativi ammessi dalla Consulta: due, non solo i voucher, ma anche le procedure per garantire l’effettiva responsabilità solidale tra i committenti e appaltatore in relazione ai trattamenti retributivi, ai contributi previdenziali e ai premi assicurativi, dovuti ai lavoratori.

E’ un tassello importante di un quadro di interventi legislativi che, pur con qualche contraddizione, in parte sanata dai correttivi al decreto legislativo sul “codice appalti”, affrontano il tema della tutela delle persone che lavorano nel complesso e talvolta poco trasparente sistema degli appalti e sub appalti, per la realizzazione di opere e servizi: un sistema che spesso scarica sui lavoratori, oltre che sui piccoli imprenditori, la riduzione dei costi.

Quanto ai voucher, sono tra coloro che hanno pensato che “la decisione di arrivare all’abrogazione totale dei voucher andasse gestita con maggiore linearità, preparando il terreno con alternative chiare e una transizione sufficiente”, per usare parole autorevoli di altri. Ho già scritto sull’argomento

La Commissione Lavoro aveva elaborato contenuti utili a regolare giustamente il lavoro occasionale; utili comunque a ritornare su questo tema in modo corretto. Nessuno pensi di fare rientrare dalla finestra” i buoni lavoro che abbiamo conosciuto.

Dobbiamo essere chiari su un punto: la questione ha a che fare con le scelte che riguardano gli strumenti per tutelare e promuovere il lavoro “decente”, nelle diverse condizioni in cui si esercita, anche quando non è stabile e continuativo.

I voucher costavano meno: per la semplice ragione che le tutele costano, e i voucher non le garantivano. Su questo dobbiamo mettere qualche punto fermo: chi fa impresa deve essere aiutato dallo stato, ma deve essere aiutato a garantire lavoro “decente”.

Allora il punto è: quale dote di diritti e tutele, e di costi conseguenti, pensiamo debba avere il lavoro: e quale dote di rappresentanza collettiva debbano avere le persone che lavorano, cioè se debba essere la contrattazione collettiva a regolare i loro diritti e doveri.

Il lavoro meramente occasionale, quando è tale, merita di avere regole più semplici, soprattuto per le famiglie e per le imprese che non hanno dipendenti, o quando riguarda pensionati e studenti. Ma sempre di lavoro si tratta. In ogni caso i voucher sono stati usati per retribuire lavoro a tempo determinato e lavoro saltuario, anche quando ci sarebbero state forme corrette per regolare e retribuire quel lavoro.
E il lavoro è una cosa seria.


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