IL LAVORO NELLA XI COMMISSIONE DELLA CAMERA: COMINCIAMO AD OCCUPARCI DI PENSIONI

il 21 giugno 2013 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Le modifiche alle regole per andare in pensione, la “manovra Fornero” di risparmio sulle pensioni, che non ci piace chiamare “riforma”, è tra le eredità più pesanti della stagione del governo Monti. La necessità di evitare il disastro finanziario e l’infierire della speculazione finanziaria sul nostro Paese, che pure allora abbiamo riconosciuto, ha prodotto però provvedimenti molto pesanti, e alcuni veri e proprie “errori”, in questo ambito così delicato per la vita delle persone.

Dovremo modificare molte cose. Non possiamo farlo ora nella misura che sarebbe necessaria e utile: possiamo e dobbiamo però iniziare ad intervenire su alcune situazioni particolarmente inique. Alcune di queste hanno creato drammi sociali e personali: si tratta dei cosiddetti esodati non ancora salvaguardati dai provvedimenti che già sono stati assunti dal precedente governo (su iniziativa esplicita del Pd). Così come va risolta la questione  del personale della scuola che ha maturato i requisiti per il pensionamento nell’anno scolastico 2011/2012  e non ha potuto usufruire della facoltà di mantenere i requisiti precedenti alla “manovra Fornero”.

E’ poi possibile iniziare a mettere le mani sull’impianto del sistema , affrontando almeno in parte l’esigenza di rendere più flessibile il passaggio da lavoro a pensione. Pensiamo anche che sia importante riconsiderare in tempi brevi la questione dell’età pensionabile delle donne, colpite da una sconsiderata equiparazione ai requisiti previsti per gli  uomini, quando le condizioni concrete di disparità e di svantaggio sono ancora molto evidenti.

Intanto, nei limiti di ciò che è oggi possibile (scusate se lo ripeto), abbiamo avviato il Commissione Lavoro l’esame di alcune proposte di legge: una sugli “esodati”- A- e una sulla flessibilità, cioè sulla possibilità di scelta (e di anticipazione), dell’ uscita dal lavoro-B- per chi ha più di 35 anni di contributi e 62 anni di età.
Per entrambi è disponibile la documentazione (documentazione esodati-C- e documentazione flessibilità uscita –D-) che il  Servizio Studi della Camera offre ai deputati e che mi pare utile mettere a disposizione: aiuta a ricostruire il quadro normativo esistente e gli effetti delle modifiche proposte, in un materia obiettivamente complessa.

Si tratta di interventi limitati, per i quali però è possibile creare in tempi certi le condizioni per un esito positivo, in un anno nel quale la “coperta corta” delle risorse riguarda tutti gli ambiti di azione.

Non dobbiamo però mai perdere l’attenzione e l’impegno su tutto ciò che va cambiato,a partire da quello che, con questo sistema, saranno le pensioni future.

Sappiamo bene che, se non riparte un cammino di crescita dell’economia, se le persone non lavorano e quindi non versano i contributi previdenziali, non c’è speranza né per chi è vicino né per chi è lontano dall’età della pensione, né per chi è già pensionato, perché il suo assegno si paga appunto con ciò che via via viene versato nelle casse dell’istituto di previdenza.

 

Allegato A

Allegato B

Allegato C

Allegato D


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