Il punto nave, la mia.

il 21 gennaio 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Punto nave, al 21 gennaio 2014, pomeriggio
(della mia personale navicella; insomma, dove mi pare di essere in questo momento)

1) Figuratevi se non mi ha provocato una stretta al cuore vedere Berlusconi entrare nella sede del mio partito; ma ho ricevuto fitte al cuore anche nei mesi scorsi, per scelte di cui mi sono fatta una ragione, e che ho condiviso (di quelli che se la cavano con la “disciplina” o l’obbedienza, alla lunga non mi fido).

2) La legge elettorale che vorremmo non ha trovato una maggioranza possibile in questo Parlamento, perchè è QUESTO Parlamento che la deve votare. Il nostro obiettivo non può che essere: fare una legge decente e possibile, nello stesso tempo.

3) Il problema non è l’accordo con Berlusconi, ma il fatto che sia, e sia stato fatto vivere come un accordo “a due”, punto. Non credo sia una questione banale. Poi non si può avere un accordo con tutti; ma oltre che con Lucifero sarebbe utile, se possibile, fare patti anche con altri diavoli o diavoletti, se a loro interessa condividere un percorso di confronto

4) I problemi aperti erano e sono : “* Il bicameralismo, due rami Parlamento che fanno e ripetono le stesse cose, duplicando o triplicando i tempi, gli apparati; troppi parlamentari anche per questa ragione;
* Titolo V : le riforme degli anni scorsi hanno prodotto molti conflitti di competenza tra Stato e Regioni (1647 conflitti di attribuzione sollevati davanti alla Corte Costituzionale, dal 2002 ad oggi), e moltiplicato le procedure, alimentando il “blocco burocratico” che grava sui cittadini e sulle imprese
* Troppi livelli istituzionali, e la necessità di superare le Provincie
* Legge elettorale: togliere di mezzo il “porcellum” è il minimo sindacale, ma abbiamo bisogno di leggi che mettano in condizione gli italiani di sapere, la sera delle elezioni, chi governerà, e questi di poterlo fare per cinque anni.” (l’ho scritto sul mio sito il 21 novembre 2013; scusate se mi cito, ma è per ricostruire, se possibile, ragionamenti e comportamenti coerenti, o almeno con un rapporto sensato tra un passaggio e l’altro)

5) La ragione più forte dell’odio di moltissimi italiani verso il “porcellum” erano le liste bloccate, inutile giraci in giro
6) Governabilità, linearità dei processi decisionali e possibilità di scegliere i propri rappresentati, sono dunque le questioni essenziali: non so (perdonate la forzatura) se gli Italiani vogliano davvero essere governati; so che però le persone che li governano, o non li governano, se le vogliono scegliere loro. Questo tema non è risolto, e non si esorcizza con le battute o con il “prendere o lasciare”.
7) A proposito di battute: il segretario del Pd usa qualche volta strumenti di lotta politica interna “non convenzionali”; se le risposte sono “convenzionali” si rischia di fare poca strada e poca battaglia. Fare concentrare l’informazione che gira sulla qualità dei rapporti tra di noi e non sulla sostanza di quel che non va bene, fa il gioco del…giaguaro.
8) Non ho una particolare simpatia per le preferenze; abbiamo in passato, anche recente, detto molte cose negative sulle preferenze; neppure le considero il “male”. Ma le liste bloccate, anche se “brevi” sono un problema aperto. Primarie istituzionalizzate per tutti i partiti? Noi scegliamo comunque di farle, e per tutti, senza rendite di posizione né vecchie, né nuove

9) Ricordate la parità di genere? Può essere garantita con ogni sistema elettorale: doppia preferenza, oppure, se le liste di collegio sono bloccate, il Pd, almeno per sé, sceglie che per metà dei collegi la capolista sia una donna, e per l’altra metà un uomo (giusto per non strafare)

10) Il Partito si da una linea, e quella vale. I gruppi parlamentari non devono “mettersi di traverso”; ma il Parlamento ha un ruolo, è una istituzione, e così i parlamentari. Rispettare quel ruolo, non considerarci semplici esecutori o buoni perchè tifosi del segretario, aiuta ad arrivare in fondo, e non il contrario.


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