Il voto sulla legge elettorale un fatto importante. Ma il Senato cambi le norme sulla parità di genere

il 13 marzo 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Il voto di martedì sulla legge elettorale è stato importante, il Paese ha bisogno di riformare le proprie Istituzioni: semplificare il sistema politico, abolire il bicameralismo perfetto, ridefinire il rapporto tra Stato e Regioni.
Ma il Senato deve cambiare le norme sulla parità di genere. È una condizione che il Pd deve porre alle altre forze politiche, non un auspicio. E al Senato si gioca a carte scoperte: niente voto segreto.

“Abbiamo votato la legge elettorale, convinti che il paese abbia bisogno di riforme”.
Inizia così il documento che abbiamo sottoscritto questa sera in tante, deputate del Pd, che abbiamo vissuto questi giorni con grande consapevolezza di essere ad un passaggio decisivo per la vita politica italiana, ma che abbiamo provato anche una brutta delusione per una grande occasione mancata: la bocciatura degli emendamenti sulla parità di genere e sulla norma antidiscriminatoria, che puntavano a dare attuazione all’art. 51 della Costituzione. Delusione perché, dopo una discussione non facile, nel Pd e con le altre forze politiche, la possibilità di approvare una norma che consentisse di avere in Parlamento un numero significativo di donne era diventata reale. Non faceva parte dell’ accordo con Forza Italia, ma il governo non avrebbe dato un parere contrario, F.I. avrebbe dato libertà di voto al proprio gruppo e il PD, pur non dando formalmente una indicazione di voto a favore, avrebbe votato l’emendamento che conteneva la norma antidiscriminatoria (il 40% dei capilista delle liste bloccate dei collegi). Così avevamo inteso, e così non è stato. Pd ha già dimostrato il rispetto della parità nella scelta dei Ministri e preso l’impegno alla realizzazione dell’alternanza uomo donna nella formazione delle liste elettorali. Non basta: il nostro partito deve assumere questi principi come essenziali per una buona legge elettorale. La questione va risolta nel passaggio al Senato. E lì si gioca a carte scoperte, non è previsto il voto segreto.
La democrazia paritaria è elemento che deve caratterizzare la nuova legge elettorale.
“E’ un passaggio determinante perché la nuova legge elettorale, così importante dopo anni di continui e frustranti tentativi andati a vuoto, possa arrivare alla sua definitiva approvazione con il nostro consenso”, abbiamo scritto.
Voglio poter votare la legge elettorale, quando tornerà alla Camera, senza riserve, sapendo che ci sono aspetti discutibili, che è frutto di un compromesso in cui si sacrificano delle convinzioni, ma non questo principio di garanzia, garanzia non di parità di genere, ma di contrasto alle discriminazioni. Perché ce n’è ancora bisogno. Perchè, almeno nelle cose dette (in quelle fatte “nel segreto dell’urna” e in qualche affidamento “sottobanco” evidentemente no) le condizioni per farlo, senza mettere in discussione l’accordo che consente di approvare la legge, c’erano.
Avremo una nuova legge elettorale: è una buona cosa, garantirà agli italiani e alle italiane di poter scegliere da chi farsi governare tra destra e sinistra, e di essere governati con la stabilità necessaria. Ne viene fuori un impianto bipartitico più che bipolare: non so se sia la cosa migliore, anzi penso di no, ma è una strada da provare. Continuo però a pensare che se troppi elettori non troveranno a rappresentarli in Parlamento i rappresentanti dei partito che hanno votato, perchè le soglie di sbarramento sono alte, sarà un problema, e non da poco.
La partenza della legge elettorale consente di avviare a soluzione anche gli altri capitoli delle riforme istituzionali, superamento del bicameralismo così com’è (davvero importante) e modifica dei compiti rispettivi e dei rapporti tra i diversi livelli istituzionali: Stato, Regioni, Enti locali. Anche per questo il voto di ieri è stato importante.

Vi allego per approfondimento il dossier sulla nuova legge elettorale dell’Ufficio Documentazione e Studi del Gruppo Pd
NUOVA LEGGE ELETTORALE ITALICUM


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