INCONTRO AL MINISTERO DELL’ECONOMIA SUI CANONI DELLE IMPRESE TURISTICO BALNEARI

il 13 giugno 2013 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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stabilimento_balneareOggi pomeriggio si è svolto un incontro presso il Ministero dell’Economia tra i viceministri Fassina e Casero, il sottosegretario Baretta e i sindacati delle imprese del settore turistico balneare Sib/ Confcommercio, guidato dal savonese Riccardo Borgo, Fiba/Confesercenti e CNA Balneatori. Noi parlamentari del Pd ci siamo adoperati per fare in modo che l’incontro avvenisse ed abbiamo registrato una grande disponibilità del Ministero.
Argomento la spinosa questione dei canoni demaniali per coloro che hanno strutture “incamerate” dal Demanio per le quali sono stati chiesti aumenti del 1200/1500 % e relativi arretrati dal 2007.
Si tratta di circa 150 casi in Italia, aziende che rischiano seriamente di chiudere entro l’anno. D’altro canto esistono imprese che pagano canoni bassi. La vicenda mette in evidenza disparità e contraddizioni molto forti e la evidente necessità di riordinare complessivamente la materia.

 

Le associazioni del settore hanno chiesto una moratoria della riscossione coattiva dei canoni da parte di Equitalia e della sospensione delle licenze che conseguirebbe ad un mancato pagamento, per permettere un confronto di merito sulla riscrittura delle regole; le associazioni hanno anche riproposto le loro disponibilità a realizzare soluzioni che ridistribuiscano il carico economico all’interno della categoria. Il sottosegretario Baretta, che seguirà direttamente la questione, ha proposto di realizzare a brevissima scadenza un incontro ristretto, coinvolgendo anche Demanio e Conferenza delle Regioni, per trovare una soluzione sia all’emergenza, sia alla necessità di un più generale riordino.
E’ importante che si trovi una via d’uscita a questo tema, che pure riguarda un numero limitato di imprese, e avviare subito dopo il confronto che invece riguarda il futuro di tutto il settore: le conseguenze che la “direttiva Servizi” dell’unione Europea potrebbe provocare nel settore, se venisse dato corso ad una liberalizzazione selvaggia.
Il Pd, sia a livello nazionale che localmente, ha assicurato una attenzione vera a questi problemi, per tenere insieme sia il riconoscimento che queste imprese operano su un bene pubblico, anzi si potrebbe chiamare un “bene comune”, le nostre spiagge, sia la sopravvivenza e lo sviluppo di imprese che investono, contribuiscono alla cura di quel bene pubblico e creano lavoro, diretto ed indotto.


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