Incontro Mise – Bombardier, il comunicato congiunto dei sindacati

il 29 luglio 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Come hanno riferito i rappresentanti sindacali, l’incontro di ieri al MISE su Bombardier è stato utile. Nel comunicato sono riportati i passaggi più significativi.
Si è indicato un percorso che potrebbe evitare il dramma del licenziamento per tanti lavoratori: rimane comunque l’esigenza di costuire una prospettiva più solida per Vado, fare arrivare carichi di lavoro.
All’incontro ha partecipato la viceministra per lo Sviluppo Economico Teresa Bellanova che ha invitato l’azienda “a congelare la procedura di licenziamento, in attesa di nuove soluzioni che potranno arrivare nelle prossime settimane”.
“Dobbiamo affrontare una fase di difficoltà – ha detto Bellanova – ma ricordo che ci troviamo di fronte, come del resto illustrato a questo tavolo, a un’azienda che non è in perdita e che è riconosciuta per la qualità del suo prodotto: per questo credo valga la pena fermarsi per valutare soluzioni meno traumatiche, esaminando anche le strade alternative sul fronte ammortizzatori sociali. Chiedo pertanto di bloccare gli orologi in vista del nostro prossimo incontro, che si terrà entro il 10 agosto”.
Le prossime giornate saranno dunque decisive per capire se sarà evitato “il peggio”, e come affrontare il futuro dello stabilimento, di chi ci lavora, della comunità che vive attorno a quella attività.

 

 

Fim Cisl – Fiom Cgil – Uilm Uil Savona, RSU Bombardier di Vado Ligure

Nella mattinata di oggi le Segreterie FIM CISL, FIOM CGIL, UILM UIL Savona e le RSU hanno svolto l’assemblea dei lavoratori dello stabilimento Bombardier Vado Ligure in cui hanno illustrato in dettaglio l’incontro tenutosi ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
L’azienda ha confermato, nonostante la criticità della situazione, l’intenzione di mantenere il sito produttivo di Vado Ligure, ribadendo però la prospettiva delle 120.000 ore di carico di lavoro per il 2017 (la metà dei carichi necessari per l’attuale dimensionamento occupazionale), motivo per cui è stata aperta la procedura di licenziamento collettivo per 106 lavoratori.
Le Organizzazioni Sindacali e le RSU hanno dichiarato inaccettabile la procedura di mobilità aperta unilateralmente dall’azienda ed hanno proposto di aprire un percorso alternativo in grado di affrontare le difficoltà del momento senza ricorrere a licenziamenti.
Questo percorso deve coniugare una maggiore attenzione del gruppo verso lo stabilimento di Vado Ligure con il ricorso ad un ammortizzatore sociale di tipo conservativo (Cassa Integrazione Straordinaria).
Le Organizzazioni Sindacali e le RSU pertanto, come sempre, hanno intenzione di affrontare la vertenza in modo propositivo avendo presente la necessità di salvaguardare i livelli occupazionali ed il patrimonio di competenze e di professionalità rappresentato dallo stabilimento di Vado Ligure. Al tempo stesso chiedono un forte intervento da parte dell’azienda per portare sul nostro territorio carichi di lavoro attualmente svolti in altri siti produttivi inerenti la produzione già svolta nello stabilimento di Vado Ligure nonché eventuali nuovi carichi di lavoro.
Anche grazie all’intervento del Vice Ministro dello Sviluppo Economico on. Teresa Bellanova e del dirigente del Ministero stesso dott. Giampiero Castagno, l’azienda ha accettato di verificare il 1 agosto presso il Ministero del Lavoro la possibilità di attivare un ammortizzatore sociale di tipo conservativo (Cassa Integrazione Straordinaria). Pertanto l’incontro del 3 agosto presso l’Unione Industriale di Savona per l’esame congiunto della procedura di mobilità è rinviato. Ci aggiorneremo in tempi brevissimi per verificare la possibilità di concretizzare una soluzione differente rispetto a quella prospettata unilateralmente dall’azienda.
Pertanto, anche se non è stata sospesa la procedura di licenziamento attivata il 21 luglio, riteniamo positivo che l’azienda abbia accettato di verificare la fattibilità del percorso proposto per scongiurare l’ennesimo dramma occupazionale che colpirebbe un territorio già duramente provato dalla crisi.


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