Interpellanza Tirreno Power: la risposta del Governo e la mia replica

il 21 marzo 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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La sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo ha risposto all’interpellanza urgente su Tp, presentata da Anna Giacobbe e altri deputati del Pd.
Ha sottolineato che il Ministero dell’ambiente ha sempre esercitato le proprie competenze relativamente alla verifica della corretta attuazione dell’AIA in questione, sia ai fini del rispetto della tempistica di adeguamento della centrale alle migliori tecniche disponibili, sia riguardo ad altri aspetti oggetto di segnalazione da parte dell’autorità di controllo.
Circa la richiesta di indicazione da parte del Governo di più precise linee di programmazione e di indirizzo sulle prospettive nazionali in materia di produzione di energia, ha fatto presente che la Strategia Energetica Nazionale (SEN) ha previsto, ferma restando la politica di diffusione delle e fonti rinnovabili, il mantenimento dell’attuale quota di produzione a carbone, nel rispetto ovviamente delle norme ambientali e di tutela della salute.
L’on. Velo ha richiamato l’analisi dei dati, condotta dall’Istituto Superiore di Sanità con la metodologia del progetto “Sentieri”, dalla quale risulta che la mortalità generale della popolazione residente nel comune di Vado Ligure, non si discosta, in entrambi i generi, da quella della popolazione della Regione Liguria; la sottosegretaria ha aggiunto che sarebbe appropriato svolgere uno studio micro-geografico ad un livello di aggregazione sub-comunale (ad esempio considerando le sezioni censuarie) che non essendo disponibile presso l’ISS, potrebbe essere svolto dalle istituzioni a livello territoriale locali. La realizzazione del monitoraggio deciso dall’Osservatorio Regionale salute-Ambiente lo scorso 19 novembre 2013, viene ritenuto lo strumento che potrà fornire negli anni futuri elementi certi sullo stato di salute nelle zone passibili di ricaduta degli effetti della centrale.

Nella mia replica è stata apprezzata la tempestività della risposta e ribadita la necessità di un monitoraggio ed un intervento a livello interministeriale, a partire dalla sollecita convocazione dell’incontro richiesto dalle istituzioni locali e della forze sociali, tramite la Prefettura di Savona
Occorre un salto di qualità nell’azione delle istituzioni a tutti i livelli; gli accordi e le autorizzazioni a suo tempo rilasciate non sono più una cornice sufficiente a dare risposte né all’allarme per le condizioni ambientali, né alle questioni produttive ed occupazionali.
E’ necessario verificare le reali intenzioni dell’azienda stessa; cioè se le inadempienze denunciate non siano legate ad un disimpegno rispetto agli accordi complessivamente stipulati; in definitiva se l’azienda non sia più interessata a quell’investimento, o non più in grado di farlo, per la situazione finanziaria e dei rapporti tra i soci, molto difficile. Il Governo deve affrontare la questione non solo come “notaio” dell’osservanza o meno delle prescrizioni da parte dell’azienda, ma scegliendo di essere parte attiva per rendere possibile che quell’impianto sia del tutto sostenibile sul piano ambientale ed economicamente sostenibile.
Inoltre se si ritiene, come affermato nella risposta del Governo, che si appropriato svolgere uno studio micro-geografico, questo programma deve essere dettagliato nelle metodiche dall’ISS e finanziato, affinché gli enti ali vello territoriale lo possano realizzare.
Infine, in merito agli strumenti per la tutela dell’occupazione e del reddito di tutti i lavoratori coinvolti: sarà la Magistratura a decidere le condizioni ed i tempi per una ripartenza dei gruppi fermi. E’ necessario che questo sia accompagnato dalla certezza di coperture sufficienti per la continuità di lavoro e di reddito di tutte le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti.


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