Le nostre richieste al Presidente dell’INPS

il 10 giugno 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Le nostre richieste al Presidente dell’INPS nell’audizione di oggi in Commissione Lavoro alla Camera.
Appunti per l’audizione di Luisa Gnecchi, capogruppo Pd in Commissione.

APPUNTI PER L’AUDIZIONE CON IL PRESIDENTE DELL’INPS PROFESSOR BOERI IL 10.6.2015

IN COMMISSIONE LAVORO ALLA CAMERA

Lei sta caratterizzando il Suo impegno come Presidente sulla trasparenza e l’analisi dettagliata dei dati, quindi le chiediamo :

dati precisi sulle salvaguardie, l’ultimo report dimostra che vanno controllati esattamente i dati, noi ne abbiamo assolutamente bisogno con urgenza per poter risolvere le contraddizioni nelle attuali 6 salvaguardie e poter andare avanti, infatti le faccio alcuni esempi :

- l’inps aveva fornito il dato di 2500 familiari che hanno assistito disabili nel 2011 per la IV salvaguardia, poi sono stati aggiunti 1800 nella sesta, è esaurito il contingente ? Perchè non si procede affinchè si possa attivare la procedura per i vasi comunicanti pur previsti dalla legge? come peraltro già scritto esplicitamente nel report in calce alla I salvaguardia per i dipendenti pubblici in esonero

-il comma 14 dell’articolo 24 del SalvaItalia prevede la salvaguardia per i lavoratori in mobilità, solo successivamente si sono create tutte le distinzioni tra accordi governativi, non governativi, e drammaticamente non si sono inclusi i lavoratori pur in mobilità, ma da aziende fallite, esclusi solo perchè non possono presentare un accordo, e chi è in mobilità/trattamento speciale dei lavoratori edili, chi se non l’inps che è l’ente che gestisce tutti gli ammortizzatori sociali deve spiegare al legislatore e al governo quali siano le situazioni di cui tener conto ? deve essere fondamentale l’origine della situazione, accordo o procedura concorsuale entro il 31.12.11, deve almeno essere rispettata la legge Fornero/SalvaItalia, correggendo  le differenze che si sono create successivamente per delimitare le platee. Se fossero state evidenti già nel testo originario tutte queste ingiustizie probabilmente si sarebbero pretese correzioni già all’epoca, la sentenza della Corte Costituzionale sulla mancata perequazione suggerisce indicazioni sul rischio di incostituzionalità di altri meccanismi previsti in quella manovra

- per le proposte di legge che abbiamo in commissione abbiamo bisogno di dati per tutte, ma soprattutto per avere chiarezza sulla platea di lavoratori e lavoratrici che hanno 41 anni di lavoro, possibilmente con la distinzione tra chi sta lavorando e chi no, perchè questo è quello di cui hanno assolutamente bisogno i lavoratori precoci

- la legge di stabilità per il 2015 ha eliminato le penalizzazioni per chi va in pensione anticipata dal gennaio 2015 e non ha 62 anni, ma mantengono la penalizzazione coloro che sono andati in pensione prima, si tratta di 11.825 donne e 3.338 uomini da gestioni private + 9.432 donne e 772 uomini da gestioni pubbliche, dati Inps. La riformulazione del Governo limitando quindi la cancellazione delle penalizzazioni dall’1.1.15 colpisce 21.257 donne e 4.110 maschi e ancora una volta sono le donne ad essere più penalizzate e comporterà inevitabilmente l’attivazione di contenzioso in sede giudiziaria da parte di coloro che hanno subito la penalizzazione sul calcolo della pensione, cosa ne pensa l’Inps ?

-le risposte che ci sono state date, pare preparate dall’inps, alle ultime interrogazioni in commissione sono assolutamente insufficienti, faccio alcuni esempi :

abbiamo chiesto che per verificare le reali differenze di speranza di vita si verifichino gli anni di riscossione delle pensioni (durata delle pensioni in essere) per diverse tipologie di lavoratori, in particolare per alcune categorie comunque presenti in Inps, di gestioni speciali, poco numerose, come macchinisti FFSS, l’8.1.15 ci è stato risposto che ci si sarebbe attivati, non abbiamo ancora dati, ma con il primo gennaio 2016 scattano altri 4 mesi di aspettativa di vita uguali per tutti, lavoratori edili, macchinisti, lavori pesanti nel pubblico impiego, lavori usuranti ecc….l’Inps non ritiene di dover analizzare queste situazioni per dire al legislatore che differenze riconoscere per la pensione di vecchiaia ? come riconoscere i lavori usuranti, le nuove malattie, le situazioni di malattie oncologiche in aumento ecc…

abbiamo chiesto quanti siano i lavoratori che avevano stipulato accordi entro il 31.12.11  nelle grandi aziende Poste, Enel, Eni, Telecom, Alitalia che tenevano conto del pensionamento con le regole vigenti al momento dell’accordo, ci è stato risposto “che non ci sono norme che impongono ai contraenti del rapporto di lavoro di dare comunicazione degli accordi di esodo individuali che possono essere siglati in diverse sedi e ciò non consente di avere i dati”, che dati sono stati usati quindi per le sei salvaguardie già approvate ? garantisco che non li abbiamo inventati noi in commissione.

Lei presidente ritiene che si possa chiedere, per esempio, quanti lavoratori dell’Alitalia sono attualmente in mobilità con accordo ante 31.12.11 e quando sarebbe previsto che vadano in pensione ? il fondo volo mantiene una gestione autonoma, ma è all’inps

In commissione inviteremo l’inps in audizione per l’indagine conoscitiva sull’impatto di genere delle manovre previdenziali, in particolare dell’ultima legislatura, ci aspettiamo dati precisi che dimostrino che se non si abroga il comma 7 dell’art 24 della L 214/2011 la stragrande maggioranza delle donne andrà in pensione a 70 anni, perchè non supera 1,5 volte l’assegno sociale, serve l’autorevolezza dell’inps che ha tutti i dati sulle pensioni di vecchiaia vigenti delle donne per dimostrare la situazione.

Sappiamo che si tratta di correggere errori di altri, la mancanza di gradualità e flessibilità della manovra Fornero è all’ordine del giorno, molti di noi speravano di poter fare una vera riforma del sistema previdenziale in questa legislatura, siamo invece ancora a lavorare per la riduzione del danno.

Lei è un sostenitore del sistema di calcolo contributivo le chiediamo esplicitamente di permettere a chi chiede di andare in pensione con il contributivo di renderlo possibile :

OPZIONE DONNA : siamo convinti che vada rispettata la legge originaria, sperimentazione fino al 31.12.15 e poi monitoraggio e valutazione. I requisiti devono essere maturati entro il 31.12.15 e poi finestra mobile L122/2010 e aspettativa di vita, come per tutti gli altri per la decorrenza del trattamento pensionistico. E’ già in corso un’azione giudiziaria collettiva, udienza prevista per il 7.10.15, anche su questo vogliamo che sia la magistratura ad imporre il rispetto della legge che prevedeva esplicitamente fosse una sperimentazione ? chiediamo la soluzione amministrativa, da subito la correzione delle circolari inps 35 e 37 del 2012.

NON SI TRATTA SOLO DELL’OPZIONE DONNA, ANCHE CHI HA SEGUITO TUTTE LE REGOLE PREVISTE PER L’OPZIONE CONTRIBUTIVA NON REVOCABILE SI TROVA ADESSO LA RESPINTA

SA IL PRESIDENTE DELL’INPS CHE PER RAGGIUNGERE I 35 ANNI DI CONTRIBUTI PER L’OPZIONE DONNA SE IN PRESENZA DI CONTRIBUZIONE INPS E INPDAP L’INTERESSSATA DEVE PRIMA PAGARE LA RICONGIUNZIONE PER AVERE UNA PENSIONE CALCOLATA CON IL CONTRIBUTIVO ?

RICONGIUNZIONI ONEROSE : la legge 122/2010 ha previsto la ricongiunzione onerosa per il trasferimento di contributi da qualunque gestione/fondo, abrogando la L322/58 che garantiva la costituzione della posizione assicurativa all’inps qualora nel fondo in cui si è iscritti non si maturi il diritto a pensione. l’abrogazione della legge322 è stata pensata per impedire alle donne del pubblico impiego di trasferire la posizione all’inps perchè nel pubblico impiego si è innalzata l’età per la pensione di vecchiaia delle donne già nel 2009, quindi il governo aveva pensato che “tutte” le dipendenti pubbliche avrebbero usato questa possibilità per andare in pensione prima, da subito è iniziata la trattativa con il governo per modificare la norma, già nel 2011 è stata approvata una mozione in aula perché il governo ha riconosciuto che la legge era andata oltre la volontà del governo, a Novembre 2011 il governo è caduto, dopo un anno di discussioni con la ministra Fornero nella legge 228/2012 si è tornati a giustizia per tutti coloro che sono cessati da un fondo esclusivo, esonerativo e sostitutivo entro il luglio del 2010, adesso il problema rimane per tutti coloro che sono ancora iscritti in questi fondi, ma hanno anche contributi inps. Anche su questo se si arrivasse alla corte costituzionale probabilmente verrebbe riconosciuto incostituzionale il pagamento dei contributi 2 volte, la legge prevede che la ricongiunzione venga calcolata come il riscatto del periodo di laurea, come un periodo quindi in cui NON c’è contribuzione versata.

Per i giovani bisogna assolutamente rivedere i criteri di rivalutazione del montante contributivo, nel dl 65 sulla mancata perequazione, si fa un passo avanti, ma non sufficiente, prevede infatti che qualora il pil sia negativo la rivalutazione debba essere almeno dell’1%, ma sia da recuperare sui successivi eventuali miglioramenti, vanno anche rivisti i coefficienti di trasformazione età anagrafica/contributi. Il calcolo contributivo per tutti è previsto già dalla legge335/95, la L247/2007 era intervenuta prevedendo un’attenzione particolare allo studio del futuro pensionistico dei giovani e di tutti coloro con il primo contributo post 1.1.96, ma da allora non si è andati avanti nell’analisi, quindi si deve agire su questo per la pensione dei giovani oltre ovviamente al fatto che solo il lavoro con regolare contribuzione potrà garantire una pensione dignitosa.


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