Le ragioni per cui voto la fiducia

il 29 aprile 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Le ragioni per cui voto la fiducia al Governo derivano da quel che penso del Pd, del Governo, del mio modo di stare nella politica, e poi della legge elettorale e della sostanza dei suoi contenuti.

Ho letto i molti commenti, il confronto che si è sviluppato, le critiche e le condivisioni (una sola preghiera: lasciate Ugo, mio padre, dov’è, per cortesia; tutto il resto è lecito – salvo le minacce)

 

* Il Pd è il mio partito; penso che quello sia lo strumento per fare sì che il centro sinistra e i progressisti possano governare e costruire un progetto di società più giusta; non vedo in altre esperienze o suggestioni una prospettiva credibile.

La linea del mio partito ed il suo modo di operare non sempre sono convincenti e a volte non sono condivisibili.

Cerco, con altri, di porre questioni e di fare battaglie per riorientare la parte di quella impostazione che non mi convince. Non si fa un grande partito tra persone che la pensano allo stesso modo su tutto.

C’è un orientamento di fondo, che dipende da scelte definite a maggioranza, ma che dovrebbe di più mettere in valore anche la condivisione, la possibile composizione di diverse opzioni, le “mediazioni alte”; anche questo è oggetto di una battaglia politica.

* Il Governo Renzi è oggi l’unica ipotesi di guida del paese, e di rappresentanza dell’Italia nel mondo, utile agli italiani, che possa contrastare le derive negative del populismo e dell’isolamento internazionale, che possa rimettere “all’onor del mondo” l’Italia e conquistare regole comunitarie non restrittive ma orientate allo sviluppo.

* Il Governo e la maggioranza parlamentare operano in un contesto politico in cui accade che partiti che votano un testo al Senato, lo denunciano come incostituzionale e illiberale alla Camera (vi consiglio la visione dell’intervento di Brunetta di ieri), che usano i regolamenti e il voto segreto per operazioni di “guerriglia” parlamentare.

* Tutto questo, comunque, non  giustifica l’apposizione della questione di fiducia sulla legge elettorale

La votazione sulle pregiudiziali, a voto segreto, aveva dimostrato che il gruppo e la maggioranza non avrebbero avuto bisogno che si blindasse con il voto di fiducia l’esame di questo provvedimento.

Mettere la fiducia è stato un errore; ha provocato uno strappo nel rapporto con molti parlamentari; questo passaggio avrebbe potuto essere gestito in modo del tutto diverso e meno conflittuale.

D’altra parte, è compito del Presidente della Repubblica verificare se questo voto di fiducia sia rispettoso delle regole della nostra Repubblica costituzionale; evidentemente un costituzionalista piuttosto rigoroso come Mattarella ha ritenuto che lo fosse.

* Poi c’è il provvedimento, le decisioni del Pd e del Gruppo su quale testo votare, e il merito dei contenuti.

Penso che ci sia una dovere che si chiama rispetto delle decisioni della maggioranza; del resto era un vincolo che “Italia Bene Comune”, guidata Da Bersani, si era data, prevedendo che le questioni controverse si dovessero sciogliere con il voto nei gruppi parlamentari.

Certo, rispetto della maggioranza non a qualunque costo: e qui entra in gioco la sostanza di ciò che è contenuto nel disegno di legge elettorale

* Il testo che approviamo ha dei difetti, ma non è un insulto alla democrazia, né una deriva autoritaria.

Un sistema fortemente maggioritario e con l’ambizione di definire un assetto sostanzialmente bipartitico può piacere o no: sicuramente espone a dei rischi. Può assicurare al Paese qualcosa che ci è mancato; la stabilità di Governo; e questa legge, con soglie di sbarramento basse, garantisce anche la rappresentanza delle diverse formazioni politiche. La quota di eletti con le preferenze è insufficiente; ma anche i capolista, di collegi non particolarmente grandi, sono sottoposti al vaglio degli elettori, in quanto capolista di collegio, appunto. Doppia preferenza di genere e un minimo del 40% dei capolista donne, assicurano una  buona rappresentanza di genere.

Nella riforma costituzionale in discussione è stato inserito il principio della valutazione preventiva di costituzionalità per la legge elettorale, anche per questa, prima che venga utilizzata: anche questa è una garanzia per tutti.

Come hanno scritto i deputati di Area Riformista che hanno votato la fiducia, “il punto di equilibrio sulle riforme si può trovare non concentrandosi solo sulla legge elettorale ma sull’equilibrio tra la nuova legge elettorale e le riforme istituzionali. In particolare sulle funzioni e sulla Conseguente composizione del senato. Migliorare la riforma della costituzione diventa determinante per migliorare gli equilibri e quindi il profilo democratico delle intere istituzioni. Questo è strettamente connesso con la legge elettorale. Determina l’assetto complessivo e quindi il giudizio sulla qualità delle riforme.”

allego il dossier del Gruppo Deputati Pd  sull’Italicum

dossier gruppo PD Italicum


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