Legge di stabilità: appunti di viaggio

il 17 dicembre 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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La Legge di Stabilità arriva alla discussione in aula, dopo due settimane di esame in Commissione Bilancio.
I contenuti sono molti.
Vi propongo qualche appunto su materie che ho seguito di più o che in ogni caso mi sembra utile segnalare: anch’esse, come altre, meritano altri approfondimenti e discussioni

La scelta di fare della legge di stabilità uno strumento di sostegno alla ripresa, che pure è ancora fragile ed esposta all’instabilità di un quadro globale difficile e carico di rischi, viene confermata nel passaggio che il testo sta compiendo nel nostro ramo del Parlamento.

Sostegno ai consumi e agli investimenti (compresi i margini che vengono riaperti per gli investimenti da parte degli enti locali) e una prima inversione di tendenza nell’impiego di risorse in interventi di favore delle fasce più deboli: sono le componenti che possono ridare fiducia alle persone e alle comunità e sbloccare un Paese ancora segnato dalle conseguenze della crisi, soprattutto in chi ha perso il lavoro e in chi ha vissuto l’impoverimento della propria condizione.

Nell’iter alla Camera, la legge di Stabilità ha arricchito il suo profilo sociale, anche grazie agli emendamenti sui temi del lavoro e della previdenza che abbiamo promosso e sostenuto; miglioramenti che si sommano a quanto era già contenuto nel testo base della Stabilità, anch’esso frutto di un lavoro che da tempo impegna il Parlamento nel rapporto con il Governo e che guarda oltre la legge di Stabilità: nei prossimi mesi si dovranno affrontare grandi temi irrisolti: un provvedimento organico per lavoro autonomo e vecchie e nuove professioni, le necessarie correzioni alle norme previdenziali.

Un lavoro di squadra nel Pd e nelle forze di maggioranza in Commissione Lavoro, che su molti temi ha cercato a trovato una condivisione trasversale, ha portato frutti, ha prodotto risultati.
Ci sono ancora molte cose da risolvere; e ci sono alcuni contenuti discutibili. Ma si fanno davvero dei passi in avanti significativi, con decisioni che rendono giustizia a persone in carne ed ossa, che migliorano la vita di quelle persone, anziani e giovani, di tante donne.
Sì, perché anche questo connota il profilo e la qualità sociale della legge di stabilità.

Riconoscere ammortizzatori sociali ai lavoratori parasubordinati e una contribuzione più bassa al lavoro autonomo ha effetti concreti, materiali, ma segna anche una attenzione, che con il ddl collegato dovrà essere confermata, a come il lavoro è mutato, a come lavorano soprattutto i giovani.

Il rinvio del recupero delle somme dovute dai pensionati per il 2015 per la differenza, in negativo, tra inflazione prevista ed effettivamente registrata, e soprattutto la riduzione delle tasse per i pensionati con redditi più bassi, già prevista dal governo a partire dal 2017 ed anticipata nella passaggio alla Camera al 2016: sono segni di attenzione ad una categoria di cittadini, i pensionati; e per i redditi più bassi realizzano un incremento del reddito netto di qualche valore.
Queste decisioni aiutano le persone anziane; ad esse si aggiunge l’effetto positivo di nuovi investimenti sulle politiche sociali, dal contrasto alla povertà al fondo per la non autosufficienza. Perché i pensionati hanno bisogno di difendere il valore delle pensioni, ma anche di sostegno per la condizione di fragilità nella quale molti di loro si trovano.

Il tema dell’esposizione all’amianto torna ad essere oggetto di interventi che destinano a quel fine nuove risorse: si pongono le basi per riaprire una discussione sulle drammatiche conseguenze sulla salute dell’esposizione e sugli strumenti per alleggerire quel carico, mentre ci avviciniamo al picco, atteso per il 2020/2021, dello sviluppo delle malattie correlate.

La qualità sociale della Stabilità è fatta anche dagli emendamenti approvati alla Camera sul gioco d’azzardo: il divieto di pubblicità dalle 7 alle ore 22 per le tv e le radio generaliste è certamente una prima, seria, misura di contenimento della promozione del gioco d’azzardo, così come è fondamentale che, nel definire caratteristiche, distribuzione e concentrazione dei punti vendita, vengano coinvolte le Regioni e gli Enti locali. E’ cultura, è prevenzione dell’emarginazione sociale.

Facciamo qualche altro passo verso la costruzione di “un paese per donne e per uomini”. La vicenda di “opzione donna”, al di là della questione in senso stretto, ha messo in evidenza come le regole per il pensionamento per le donne siano state rese pesantissime, peggiorate in modo repentino con la manovra del 2011: un tema da affrontare nella discussione che nei prossimi mesi sarà dedicata alla previdenza; e poi la possibilità di cumulare il riscatto degli anni di università e la maternità fuori dal rapporto di lavoro; l’eliminazione delle penalizzazione per i lavoratori “precoci” andati in pensione tra il 2012 e il 2014, che riguarda per la grande parte le donne; incentivi alle assunzioni maggiorati per le donne, nel mezzogiorno; l’obbligo di computare per la determinazione dei premi di produttività, i periodi di congedo di maternità e i riposi giornalieri per l’allattamento.

Dopo anni di tagli e di compressione delle prerogative degli enti locali, vengono sbloccare risorse ferme, si dà un sostegno, anche per questa via, agli investimenti e quindi al lavoro.
La correzione delle decisioni sulla soppressione delle Prefetture/Questure/Comandi VVF ci consegna il compito di realizzare una vera ed efficace risorga degli apparati dei ministeri, al centro e in periferia

I programmi di intervento sulle calamità naturali, sui danni già registrati e per affrontarle in futuro con strumenti più adeguati, ci possono consentire di dare risposte concrete a situazioni specifiche, anche in Liguria

Limiti nella legge di Stabilità ce ne sono.
Alcuni riguardano questioni puntuali: avremmo potuto affrontare in modo definitivo la questione degli esodati, per la quale si dovrà predisporre un ulteriore, ottavo, provvedimento di salvaguardia; non siamo riusciti a migliorare la condizione dei lavoratori stagionali; per fare due esempi nell’ambito delle questioni di cui mi occupo di più.
Più in generale, la scelta di puntare sulla detassazione della prima abitazione indipendentemente dal suo valore e dal reddito del proprietario è stata molto discussa, è discutibile; impegna solo una quota della manovra, non la più significativa, ma porta un segno che fa “parti uguali tra diversi”.
Manca una soluzione sufficiente per il rinnovo dei contratti di lavoro nel settore pubblico: la riorganizzazione si fa anche incentivandola per via contrattuale

Poco si parla invece del contenuto della manovra che ne assorbe circa la metà: la cosiddetta “sterilizzazione delle clausole di salvaguardia”. Oltre 16 miliardi di euro sono utilizzati per non dovere fare scattare aumenti di IVA e di accise, per lo stesso importo; eredità di manovre pesantissime (che lo sarebbero state di più senza queste clausole) degli anni scorsi, che hanno spostato in avanti una parte delle conseguenze dei guai che abbiamo attraversato. Sono risorse che rimangono circolazione, ma non fanno aumentare i prezzi. Possiamo non accorgercene, lì per lì, ma è reddito che rimane disponibile, che può sostenere altri consumi e un migliore livello di vita.

Qualche appunto, come dicevo.
Altri approfondimenti nei prossimi giorni.


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