Legge Femminicidio: la discussione in Parlamento

il 4 ottobre 2013 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

Stampa post Stampa post

È iniziata ieri e proseguita oggi la discussione sul provvedimento che riguarda il “contrasto alla violenza sulle donne tra le mura di casa e la prevenzione dei femminicidi”: mi sembra questo il titolo giusto da dare alla legge di conversione del decreto che contiene anche, come sovente accade, alcune altre materie minori. Il lavoro del Parlamento, con un importante confronto in commissione che ha coinvolto associazioni ed esperti, e ora in aula, ha migliorato in modo significativo il decreto, ha rafforzato le misure e le azioni destinate alla prevenzione delle violenze, al sostegno delle donne nelle difficili scelte che affrontano quando sono vittime di maltrattamenti, di molestie, di violenze. Iniziamo a dare attuazione agli impegni che noi stessi abbiamo assunto ratificando la convenzione di Istanbul. Iniziamo solo, ma iniziamo davvero. Diamo forza a quelle realtà, degli enti locali e delle associazioni e movimenti che da tempo si occupano delle donne che hanno subito violenza. Affermiamo un punto di avanzamento culturale: sino a pochissimi anni fa non era affatto senso comune che la violenza sulle donne avvenisse nella stragrande maggioranza dei casi tra le mura domestiche, che quella violenza fosse così diffusa, molto più di quanto non abbiamo voluto vedere. Tutto ciò avrà riconoscimento e qualche importante strumento di intervento nelle leggi del nostro stato. E ci sono risorse per i centri antiviolenza, per le case rifugio, per i servizi di sostengo, imoegni chiari per l’opera di educazione e formazione necessaria. Si è partiti da un decreto, ci sono tempi contingentati, l’urgenza del passaggio al Senato per l’approvazione definitiva. La Camera finirà l’esame dei tanti emendamenti nei primi giorni della nostra settimana. Proviamo ad arrivare in tempo a quel traguardo. Oggi è stato discusso un tema controverso e delicato, su cui il dibattito nella commissione e il confronti con le associazioni ha portato ad un punto di equilibrio, approvato in aula: la revocabilità della querela da parte della donna che ha subito stalking o maltrattamenti e che sporge denuncia. È stato sostenuto che la possibilità di revocare sempre e comunque la denuncia, fatta nel momento difficile in cui la donna trova la forza di farlo, sia rispettosa della sua libertà ed autodetermenazione, e che la incoraggerebbe a sporgere denuncia. Il testo che abbiamo approvato prevede la revocabilità ma solo in sede processuale, non in commissariato o nella caserma dei carabinieri. Difende la libertà della donna, ma la difende tutelandola dal ricatto. E disincentiva il ripetersi delle violenze. Mi pare una buona soluzione, coerente tra l’altro con i contenuti della Convenzione di Istanbul.


« »

Scroll to top