Legge per tutela e gestione pubblica delle acque

il 21 aprile 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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La legge approvata alla Camera, e che ora passa al Senato, riguarda la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche e la loro gestione, secondo criteri di “sostenibilità, efficienza, economicità e solidarietà”

Rispetto alle norme attualmente vigenti in materia di servizio idrico integrato è un passo avanti in favore del ruolo pubblico nella gestione del servizio idrico: non solo lo proclama ma fornisce strumenti utili, creando le condizioni perché si facciano finalmente gli investimenti necessari e urgenti a garantire il ciclo dell’acqua. Ai Comuni che costituiscono gli ambiti di governo d’ambito viene garantita la piena titolarità della scelta del modello di gestione e della forma di affidamento del servizio idrico, naturalmente nel quadro previsto dall’ordinamento europeo, che ammette le tre forme: pubblica, mista e privata.

Non c’è stato nessun tradimento del referendum del 2011, che cancellava due norme del Governo Berlusconi: l’obbligo della privatizzazione della gestione del servizio idrico e la remunerazione del capitale a carico della tariffa. Le reti e le infrastrutture sono pubbliche, la funzione idrica è inserita nelle funzioni fondamentali dei comuni: e dunque il bene acqua è pubblico, le reti sono pubbliche, la funzione istituzionale è pubblica.

Sono introdotti diversi strumenti di tutela delle fasce sociali più deboli, garantendo a tutti i cittadini il diritto all’acqua: è stato fissato un quantitativo minimo vitale giornaliero di acqua potabile per persona, prevedendo che l’erogazione dei primi 50 litri sia gratuita e garantita anche in caso di morosità e assicurando il recupero dei minori introiti sulla tariffa a partire dal consumo eccedente i 50 litri, secondo un criterio di progressività e di incentivazione al risparmio della risorsa idrica.

Si è affidata all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEGGSI) la definizione di criteri e modalità di individuazione dei soggetti a cui i gestori non possono sospendere l’erogazione dell’acqua per morosità, sulla base dell’ISEE.

Viene posta attenzione anche a misure per garantire la trasparenza della bolletta evidenziando i dati relativi agli investimenti sulle reti per acquedotto, fognatura e depurazione e i parametri di qualità. Viene incentivata la diffusione della tele-lettura, anche al fine di garantire il diritto all’erogazione del quantitativo minimo vitale. Creazione di una banca dati accessibile al pubblico sul servizio idrico integrato in linea con la strategia nazionale di open government e open data. Istituzione di un fondo di solidarietà internazionale destinato a progetti di cooperazione. I Comuni, infine, dovranno incentivare gli esercizi commerciali a servire ai clienti acqua potabile da rubinetto.

Dossier Legge per tutela e gestione pubblica delle acque – Gruppo Pd


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